Recensioni letterarie. “La Tempesta di Sasà” di Salvatore Striano

di Giovanna Angelino

Salvatore Striano ha fatto parte di una banda chiamata teste matte, un gruppo criminale, spacciatori di cocaina dei Quartieri spagnoli. Dopo la latitanza in Spagna e il carcere, arriva quello di Rebibbia e l’incontro con Fabio Cavalli, che gli fa scoprire il teatro e la letteratura; una droga che lo salverà. “Per la verità ho chiuso con molte cose, dato che sono una matricola di un carcere. Ho chiuso con il cielo che da oggi sarà solo un quadrato d’aria. Con le corse e le fughe che saranno passi costretti in un recinto. Con le risate di mia moglie che saranno sorrisi stentati, allungati sul tavolo delle visite”. Questo romanzo parla del passaggio per l’inferno, dell’incontro con la cultura, con un altro mondo possibile e con una vita nuova.

La storia raccontata in questo testo non è lontana da tutti noi. È la storia di chi cade e meravigliosamente si rialza, è la storia della paura che ci appartiene, della vendetta, della miseria umana. Le vicende raccontate nella Tempesta di Sasà ci insegnano che nessun destino è segnato, nessuna vita è già decisa e per chi ama leggere è la prova tangibile e viva che i libri possono stravolgere il percorso della vita e mutare il nostro destino.

Un’analogia la si può trovare con Le mie prigioni di Silvio Pellico. È un azzardo forse, ma si tratta di una corrispondenza piccola, talmente distante per molti versi e per svariate ragioni da sembrare quasi impercettibile; le differenze variano dal contesto al genere letterario, ma la più profonda diversità sta proprio nel fatto che Silvio Pellico non meritava il carcere. Nonostante questo anch’egli chiuso fra quattro mura, dopo un lungo travaglio, trova una via di salvezza nella lettura e conforto nella Bibbia. Silvio Pellico scriveva: “Il vivere libero è assai più bello del vivere in carcere; chi ne dubita? Eppure anche nelle miserie d’un carcere, quando ivi si pensa che Dio è presente, che le gioie del mondo sono fugaci, che il vero bene sta nella coscienza e non negli oggetti esteriori, puossi con piacere sentire la vita”.

Ognuno di noi può trovarsi in mezzo ad una tempesta, ma il fascino delle parole e l’amore per la bellezza ci strapperanno sempre dalle onde più alte e ci insegneranno a non cadere. La conoscenza e la cultura aiutano non solo ad avere una mente aperta, a combattere l’ignoranza, ma ci permettono di evadere da qualsiasi prigione. Salvatore Striano oggi è un apprezzato attore e scrittore. Dopo essere uscito dal carcere per indulto nel 2006, viene scritturato per il film Gomorra, recita come protagonista nel film Cesare deve morire e nel 2014 in tv con L’oro di Scampia, accanto a Beppe Fiorello.

 

Link Blog: http://e-all4you.blogspot.it/

Commenta per primo