Acqua, quanto ci costi! Caiazza presenta esposto alla Corte dei Conti

All'attenzione dell'Organo dello Stato una delibera di Giunta di 144 mila euro

Melito. La delibera di Giunta che riconosce ad “Acquedotti Scpa” un credito di quasi 144 mila euro giunge alla Procura presso sezione giurisdizionale della Campania della Corte dei Conti. Ad annunciarlo è stato il capogruppo di Melito Adesso, Lello Caiazza, promotore – insieme al suo gruppo politico – dell’interrogazione consiliare discussa nella seduta del 30 aprile scorso e nella riunione della commissione consiliare del 31 maggio per una rivisitazione della delibera di Giunta che ha approvato l’esborso dei 144 mila euro e per ottenere delucidazioni dai responsabili del servizio. In entrambe le occasioni, sia dal primo cittadino che dai rappresentanti della società che gestisce il servizio idrico, sono arrivate rassicurazioni sulla legittimità dell’esborso della somma per il potenziamento della rete fognaria per cui vigerebbe una diversa disciplina legislativa rispetto a quella della manutenzione della rete idrica, già addebbitata in bolletta. Il nodo della questione è proprio questo: esiste questa distinzione? Secondo il consigliere Caiazza no: “Questa tesi non è per me assolutamente convincente – ha affermato il capogruppo di Melito Adesso firmatario della segnalazione alla Corte dei Conti – se solo si pensa che è universalmente riconosciuto che per ‘servizio idrico integrato’ si è sempre inteso, sin dall’introduzione avvenuta con la legge Galli n. 36/1994, ‘l’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue”.
Nel corso del consiglio comunale del 30 aprile, fornendo una dettagliata documentazione, Caiazza chiese al primo cittadino Venanzio Carpentieri e all’intera Giunta di rivedere la delibera di giunta, annunciando l’eventualità di richiedere alla Procura della Corte dei Conti competente il parere sulla legittimità dell’atto, così come poi è avvenuto. “Ho il sospetto che il Comune abbia riconosciuto un debito nei confronti della società ‘Acquedotti Scpa’ che in realtà non è assolutamente riconoscibile in quanto i costi per il potenziamento degli impianti i cittadini se li trovano già addebitati in bolletta . Se tutto ciò fosse confermato dalla Corte dei Conti da me interpellata, il Comune dovrà vedersi restituire da chi di dovere 144 mila euro che ho il sospetto che siano stati illegittimamente distratti dalle casse comunali”.

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