ambiente e territorio

Cittadini e istituzioni: fronte unico contro l’ampliamento della limitrofa discarica di Chiaiano

 

 

Il 19 luglio scorso si è svolto un consiglio comunale straordinario sul tema, mentre tre giorni dopo i comitati ambientalisti hanno sfilato in corteo

 

 

 

«La chiusura della discarica di Chiaiano e la bonifica della stessa sono i primi provvedimenti che dovremo prendere: la gente di Marano vive per questa ragione un malessere profondo». Sono queste le parole che l'appena eletto sindaco Mario Cavallo rilasciò in un'intervista al nostro giornale. Era il 2 Giugno: sono passati da allora circa due mesi e la situazione non è assolutamente cambiata, anzi è decisamente peggiorata. Si fa sempre più reale, infatti, la possibilità di un ampliamento della cava con l'apertura di due nuovi siti: cava Liccardo e cava Sposito.
I termini di chiusura della discarica, previsti per la fine di giugno, sono stati posticipati da tempo, e oramai sembra essere quasi confermato l'ulteriore contributo che la città di Marano di Napoli sarà costretta a dare, per sopperire all'esasperante emergenza rifiuti e tentare di portare Napoli e provincia fuori da questa tragica realtà. Dinanzi a tale problema, si è tenuto il 19 luglio nella sala consiliare in via G. Falcone un consiglio straordinario, in cui si è giunti alla formazione di uno schieramento unico contrario all'ampliamento della discarica. Nell'occasione il consiglio comunale si è dichiarato parte attiva nel cercare di evitare ogni ulteriore sopruso e mortificazione del territorio locale, e inoltre il sindaco con buona parte dell'amministrazione si è dichiarato disposto a rassegnare le proprie dimissioni, qualora il governo comunale non fosse in grado di ergersi a salvaguardia e tutela della città che rappresentano. Tuttavia, le belle parole e gli impegni “cartacei” presi hanno subito trovato un riscontro difficile nell'immediata realtà. Il 22 luglio, infatti, pochi giorni dopo il consiglio, è stato organizzato dai vari comitati un corteo antidiscarica, al quale non hanno partecipato né il sindaco né un numero sufficiente di consiglieri, bensì poche persone, tra cui solo 3 assessori su 7 della giunta comunale. Il sindaco è difatti venuto a mancare ad un appuntamento così grave e significativo della città, che egli ribadisce continuamente di amare. Si è trattato di una mobilitazione di massa, che ha coinvolto numerosi comitati accorsi dalla provincia e da Napoli ed ha ottenuto il sostegno di diversi politici locali. Alla manifestazione hanno preso parte un migliaio di persone, le quali sono partite dalla stazione metro di Chiaiano e sono giunti fino alla cava, provocando diversi disagi e bloccando il traffico in un punto nevralgico della viabilità. Comitati come “Mò bast!” e altri, insieme con tutta la popolazione, hanno espresso il loro secco NO allo sfruttamento e alla violenza che si vuole portare alle loro terre e alla loeo salute. Il corteo è stato sciolto dopo che alla gente è stato detto che verrà fatto un sopralluogo, onde verificare l'impossibilità e il danno che arrecherebbe l'ampliamento della discarica di Chiaiano. Comunque sia, non viene sciolto, invece, il nodo che attanaglia i cittadini, i quali sono costretti a vivere sempre più nell'invivibile e a logorarsi con l'indifferenza delle istituzioni e con la rabbia di chi resiste senza sosta.

di GIOVANNI DE VITA

 

 

 

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«Da tantissimo tempo. Sono un ex calciatore e quindi sono vicino a questa disciplina da quando sono nato, da quando ero bambino. Nel 94 poi ho creato l’associazione Atletico Giugliano. È nato tutto per scherzo e per passione. Da li in poi abbiamo avuto diverse esperienze nel settore».

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