assetto del territorio/giugliano
Antiche masserie: un patrimonio da valorizzare
Così fu provato il plagio di Michele Prisco

 

 


Secondo l’assessore provinciale Nello Palumbo «guardando al modello pugliese, anche Giugliano può e deve spingere l’ente metropolitano al riconoscimento delle masserie didattiche»

 

 

Accade spesso che la crescita culturale ed economica di un paese muova i passi da un passato, più o meno recente, che spogliandosi del degrado a cui spesso è soggetto diventa premessa di un nuovo futuro. Conformemente a tale idea, il Comune di Giugliano in Campania ha proposto un piano di riqualificazione delle antiche masserie dell’agro giuglianese, volto al recupero architettonico degli edifici in questione e all’offerta, attraverso un percorso eno-gastronomico, di nuove opportunità di lavoro per i più giovani. Tali gli obiettivi espressi dal primo cittadino, avv. Giovanni Pianese, all’a­pertura del convegno pubblico organizzato lo scorso 12 luglio presso l’Anfiteatro della Villa Comunale di Giugliano. “La ricchezza di una città è l’uso che se ne fa del territorio” ha affermato il sindaco, ricordando, al pubblico accorso in villa, il ruolo di primato svolto dal­l’area giuglianese all’interno del piano territoriale provinciale. Di piano regolatore ha parlato anche il Capogruppo Consiliare del PDL, l’avv. Antonio Dell’Aquila, sottolineando come, nel corso degli anni, sia stata tradita la naturale vocazione del territorio basata essenzialmente sulla ricchezza e la varietà dei prodotti agricoli coltivati in loco. Non molto discordante il parere del dott. Nicola Pirozzi, Capogruppo Consiliare del PD, il quale ha ribadito la necessità che i primati numerici di cui gode la città di Giugliano (superficie e popolazione) abbiano al più presto un riscontro in vanti economici. “Occorre uscire da una condizione Giugliano-centrica e guardare ad un progetto più ampio - ha affermato, invece, l’avv. Nello Palombo, Assessore all’Urbanistica Provincia di Napoli -. Guardando al modello pugliese anche Giugliano può e deve spingere la provincia al riconoscimento delle masserie didattiche, ponendosi come volano per i comuni limitrofi e divenendone, al contempo, la più diretta beneficiaria. Investire nuovamente sull’agricoltura significa rivalutare la vecchia cultura agricola distrutta negli anni ’80 dal processo di lottizzazione e distruzione delle stesse masserie”. “All’abbandono dell’attività agricola - ha spiegato l’arch. Antonio Discetti, Dirigente Urbanistica ed Assetto del Territorio del Comune di Giugliano - seguì la vendita dei suoli, senza una tutela degli immobili presenti”. E, se è vero che l’obiettivo principale resta quello di creare nuove opportunità occupazionali, come ha espresso il dott. Lucio Prisco, Direttore Provinciale Coldiretti di Napoli, altrettanto importante è una rivalutazione del valore storico-archeologico delle antiche masserie. Il tentativo di «riesumare le membra di un passato in catalessi», già portato avanti dallo storico Emmanuele Coppola attraverso una rassegna fotografica e la pubblicazione del libro “Civiltà contadina a Giugliano”, trova eco nell’intervento dell’arch. Michele Cennamo, Docente della facoltà di Architettura dell’Università di Napoli, il quale ha messo ampiamente in luce il valore artistico e l’alta manovalanza delle masserie giuglianesi.

 

 

di VALENTINA OTTAVIA DI LAURO

 

 

 

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«Urge una riqualificazione dello

stadio comunale»


Salvatore Sestile, presidente dell’Atletico Giugliano, squadra di calcio della nostra città, da quanto tempo si occupa di questo sport?
«Da tantissimo tempo. Sono un ex calciatore e quindi sono vicino a questa disciplina da quando sono nato, da quando ero bambino. Nel 94 poi ho creato l’associazione Atletico Giugliano. È nato tutto per scherzo e per passione. Da li in poi abbiamo avuto diverse esperienze nel settore».

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