«I Bidognetti non sono finiti». Le bombe tra Parete e Giugliano e l’agguato a Villaricca dei killer vestiti da poliziotti

Il gruppo Bidognetti, radicato a Casal di Principe, Parete e sul Litorale domizio, sembrava essere ormai morto, ma stando alle indagini, non era così. Proprio a Parete negli ultimi giorni sono stati registrati attentati ai danni di imprenditori già sospettati in precedenti indagini, ma anche intimidazioni a commercianti. I sospetti sui possibili esecutori degli attentati ricadono su un cartello criminale di Villaricca e Giugliano in Campania.
Nel 2008, la sorella della pentita Anna Carrino era stata vittima di un agguato a Villaricca compiuto dal killer del clan Giuseppe Setola detto O’cecato, fuggito da una casa di cura di Pavia nell’aprile dello stesso anno dopo un permesso concesso dai giudici per motivi di salute. Il sicario, travestito da poliziotto e giunto a Villaricca a bordo di un’ automobile con tanto di lampeggiante, aveva finto di notificare un atto giudiziario alla donna: fece fuoco cercando di ucciderla, ma lei si salvò. In nove mesi di latitanza Setola uccise 18 persone, fra loro anche i parenti di collaboratori di giustizia eseguendo una sentenza non scritta del clan. Sotto i colpi finì anche l’anziano Stanislao Cantelli, zio di un pentito degli Schiavone. Durante con colloquio in carcere con Gianluca Bidognetti, l’ultimo figlio del boss Francesco, stando ai pentiti, l’ergastolano Bidognetti si disse contento come ai vecchi tempi sapendo di ciò che stava accadendo fuori. Ben presto, però, ordinò ai figli di allontanarsi da Setola perchè il killer faceva uso di cocaina ed era considerato dal clan una sorta di mina vagante. Troppo tardi: il giovane Gianluca, amante del calcetto e senza precedenti penali fino ad allora, venne arrestato per aver teso una trappola alla zia a Villaricca, durante l’agguato mancato.

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