“Boicottiamo le chiamate ai call center stranieri”, la protesta contro i licenziamenti di Almaviva

C’è un articolo di un decreto legislativo del 2012 completamente disatteso. Elaborato tre anni fa dal governo per provare a mettere fine alla corsa a delocalizzare all’estero, soprattutto in Albania, da parte degli operatori di call center. È il 24bis. Tra i sindacalisti e gli addetti ai lavori viene continuamente citato. Riportato nelle dichiarazioni e nei comunicati. Ampiamente sviscerato nelle conversazioni telefoniche con i cronisti. All’unisono tutti concordano sul fatto che se non fosse disatteso sarebbe molto utile per tutta la filiera dei centralinisti. Scossa in questi ultimi giorni dall’annuncio di licenziamenti da parte di Almaviva.

L’articolo dispone una cosa molto semplice. Pertanto rivoluzionaria. Consente all’utente finale, quando si rivolge ad un call center, di scegliere da chi farsi rispondere. Premendo 1 sulla tastiera è possibile preferire un centralinista basato in Italia. Digitando 2 si può optare per uno basato all’estero con tutto quello che ne deriva in termini di conoscenza e di comprensione della lingua italiana. Si tratta di una disposizione immaginata per limitare la corsa a delocalizzare all’estero da parte delle aziende di contact center. Che per abbattere il costo del lavoro e restare competitive sul mercato spesso decidono di chiudere in Italia (non prima di aver usufruito di generosi incentivi per nuove assunzioni e aver goduto di una fiscalità di vantaggio per le aperture in aree depresse come il Mezzogiorno) e aprono sedi nell’est in Europa. Principalmente in Romania, che ora fa parte della Ue. Soprattutto in Albania che invece è extra-Ue, ma ha una contiguità culturale e linguistica con il nostro Paese. Non è molto raro trovare infatti albanesi che parlano correntemente la nostra lingua anche per effetto del potere taumaturgico della televisione che lì spesso trasmette trasmissioni e film in italiano.

Nonostante questa disposizione di legge raramente succede che abbiate la possibilità di scegliere con chi parlare. Provate a rivolgervi ad un call center. Dal numero verde venite immediatamente indirizzati sul “primo operatore disponibile”. Peccato che stia molto spesso oltre-confine. Suo (e nostro) malgrado.

E così sul web parte la mobilitazione di protesta per boicottare i call center stranieri: “Non siamo razzisti, è l’unico modo che ci è rimasto per tutelare i nostri diritti e per non perdere il lavoro”.

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