CAMORRA. Patto tra clan per spartirsi il quartiere: così i gruppi si sono divisi il territorio dei Lo Russo

Un incontro per spartirsi il territorio, quello che un tempo era il regno incontrastato del clan Lo Russo. E’ questa l’indiscrezione filtrata negli ambienti investigativi nelle ultime settimane: gli affari criminali a Miano e dintorni vedono ora due gruppi contrapposti che, per evitare la morsa delle forze dell’ordine, avrebbero deciso di accantonare (per il momento) le tensioni e le frizioni nel buon nome degli affari. Affari di droga. Stando alle ultime notizie investigative tra gli Stabile di Chiaiano-Marianella e il gruppo del ras Valerio Nappello sarebbe stato siglato un ‘patto di non belligeranza’ che archivierebbe le tensioni che hanno contraddistinto gli ultimi due mesi culminati in una serie di agguati, stese e altri atti intimidatori.
Secondo le forze dell’ordine i due gruppi, che avevano cercato di occupare con la forza gli spazi vuoti lasciati dopo l’arresto, e il successivo pentimento di Carlo Lo Russo, avevano fatto salire vertiginosamente lo stato di allerta con una serie di agguati che hanno colpito entrambi gli schieramenti (tra gli altri l’omicidio di Giuseppe Guazzo a Chiaiano e quelli di Domenico Sabatino e Salvatore Corrado). Entrambi incapaci di esercitare un dominio vero e proprio su quell’ampio arco territoriale che comprende Miano, Don Guanella, Piscinola, Chiaiano e Marianella avrebbero per il momento deciso di accantonare le armi e di dedicarsi ognuno per proprio conto allo smercio di sostanze stupefacenti. Secondo i termini di questa ‘guerra fredda’ la zona di Chiaiano e Marianella resterebbe al gruppo degli Stabile (alleata con il gruppo del ras Ciro Ferrara), Miano e il famigerato rione San Gaetano resterebbe invece di esclusivo appannaggio di Valerio Nappello (storico braccio destro di Antonio Lo Russo) che sarebbe a capo degli ‘irriducibili’ dei ‘Capitoni’. Piscinola resterebbe pure ai Nappello mentre è in evoluzione la situazione al rione Don Guanella, territorio nel mirino anche i Licciardi della Masseria Cardone.

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