Camorra. Il patto con i Mallardo ed i Licciardi e l’agguato a Villaricca: la storia del clan Bidognetti tra vendette ed affari

Il clan Bidognetti, insieme ai Mallardo ed i Casalesi, aveva dato vita alla cupola per controllare gli affari illeciti tra il napoletano ed il Casertano. «I Casalesi non sono finiti e la Dda non ha mai dato nulla per scontato: oggi questi arresti lo dimostrano». Così il procuratore Giovanni Colangelo in conferenza illustra i risultati dell’operazione che oggi ha colpito 31 persone ritenute affiliate al clan Bidognetti. «Il boss dal carcere impartiva indicazioni attraverso le sue figlie e la cognata», ha spiegato il capo della procura di Napoli che poi ha aggiunto: «Sono i miei ultimi mesi alla guida di questo ufficio e voglio ringraziare l’importante collaborazione con la stampa fondamentale per dimostrare ai cittadini che noi siamo a disposizione per chi vuole essere difeso dallo Stato».
Il capo della Dia, Giuseppe Linares, ha sottolineato come siano state le dichiarazioni di Anna Carrino, moglie pentita del boss Bidognetti, contro le figlie Teresa e Katia a «indicarne la vocazione mafiosa», circostanze poi «confermate dalle intercettazioni», ha aggiunto Linares. Anna è stata per un quarto di secolo l’amante, la confidente, la persona di fiducia, l’interfaccia nei rapporti con il clan, la messaggera, la madre delle due figlie femmine – Katia e Teresa – e dell’ultimo maschio. Francesco Bidognetti non l’ha mai sposata, anche se la trattava come sua moglie.
Da novembre 2007 anche lei ha iniziato a collaborare con la giustizia. Sono state le sue confessioni, la storia raccontata dall’interno delle mura domestiche, a rafforzare le accuse contro Bidognetti e il suo impero, economico e camorrista. Anna Carrino negli anni si era prestata anche a fare rapporto su omicidi fatti e da fare. Era stata lei, fino al giorno dell’arresto – avvenuto a Roma nel novembre scorso, dopo la sua fuga improvvisa da Casal di Principe, a tenere in piedi l’impero economico di famiglia. Quando Anna Carrino, ex compagna del boss dei Casalesi, decise di collaborare con la giustizia scattò la vendetta del clan. Obiettivo: colpire i suoi familiari più stretti. I killer ferirono la nipote della collaboratrice di giustizia, nell’agguato a Villaricca. Francesca Carrino, figlia della sorella della pentita, aveva 26 anni quando fu stata centrata da un proiettile che penetrò all’altezza dello stomaco e uscì dalla schiena. La ragazza, in quel terribile 2008, fu trasportata in gravissime condizioni al Cardarelli.

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