Camorra social: il capoclan introvabile in strada ma attivissimo su Facebook

Walter Mallo è salito prepotentemente alla ribalta in primavera scorsa non solo per le scorribande armate che lui e il suoi fedelissimi compivano a Miano, contendendosi il controllo del territorio con i Lo Russo, ma anche per alcune frasi postate su Facebok. Il suo era un profilo molto visitato, dove gli investigatori hanno trovato la conferma del seguito che aveva il giovane ras. Per la prima volta ad arrestarlo, sei anni prima, erano stati i poliziotti del commissariato Scampia. Allora Walter Mallo (nipote omonimo del braccio destro di Costantino Sarno che fu vittima della lupara bianca) fu ammanettato con un complice per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Gli investigatori, in seguito a un’accurata indagine – come riporta il Roma – scoprirono una postazione per la vendita di droga in via Labriola, all’interno della scala d’emergenza tra due isolati. Gli spacciatori infatti, per “lavorare” al meglio, avevano ostruito l’accesso a ogni piano: alle porte antipanico erano state saldate delle staffe di ferro, in maniera tale da impedirne l’apertura,mentre i varchi che conduce-vano al terrazzo e al primo pia-no di ogni stabile erano state sostituite con porte blindate apribili solo dall’interno, in modo da avere due vie di fuga differenti. Il padre di Walter, Giovanni, fu ucciso il 23 febbraio 1998 a 42 anni. Il cadavere fu trovato in un’auto dalla polizia: era stato torturato. Aveva precedenti per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, armi e falso ed era uno dei malviventi ben inseriti nella camorra locale, indicato dagli inquirenti come uno degli uomini di spicco del clan Sarno il cui capo, Costantino, era stato arrestato da poco a Venezia. Il boss anni dopo si pentì per poi cambiare nuovamente idea.

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