Caso Raggi. Di Maio: “Un caso montato” Ma da mail prova che sapeva tutto

Da sinistra, Luigi Di Maio, Virginia Raggi, Alessandro Di Battista durante la chiusura della campagna elettorale della candidata del M5s a sindaco di Roma Virginia Raggi, Ostia (Roma), 17 giugno 2016. ANSA / ALESSANDRO DI MEO

Giornata decisiva per il Movimento cinque stelle sulla bufera Campidoglio. Virginia Raggi resta ‘in  trincea’ dopo la richiesta del direttorio di ridiscutere le nomine di Raffaele Marra (vicecapo di Gabinetto), Salvatore Romeo (capo segreteria), nonché degli assessori Paola Muraro (Ambiente) e Raffaele De Dominicis (Assessore al Bilancio in pectore). A Roma è atteso Beppe Grillo che dovrebbe avere un faccia a faccia con la sindaca.

La Raggi è in Campidoglio e, al momento, i suoi assessori fanno quadrato. Dimissioni della Muraro? “No”. Così ha risposto l’assessore alle Attività produttive di Roma Capitale Adriano Meloni, lasciando il Campidoglio. E a chi gli chiedeva i motivi della difesa da parte della Raggi di Raffaele Marra, vicecapo di gabinetto e Salvatore Romeo, capo della segreteria politica, Meloni ha risposto: “Sono dei bravi ragazzi”.

Intanto nel mirino finisce anche il vice presidente della Camera Di Maio per il caso delle mail sull’apertura del fascicolo nei confronti diMuraro che potrebbe essere interrogata dai pm la prossima settimana.

Mail che secondo alcuni Luigi Di Maio avrebbe ricevuto, tacendo. Di Maio si difende a accusa i partiti di aver montato un caso montato ad arte dai partiti e assicura: “La verità cio rende più forti, non ci fermeranno”.

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