Clan Mallardo, «Paparella? Lo sciogliamo proprio…»: le intercettazioni choc che rivelano un retroscena agghiacciante sulla scomparsa del ras delle Palazzine

Ucciso e sciolto nell’acido. Ecco come sarebbe stato fatto ‘sparire’il boss Michele Di Biase, detto “Paparella”, reggente sul territorio del clan Mallardo. È questo lo scenario che emerge dalle indagini condotte dalla squadra mobile di Napoli. Secondo il racconto di due affiliati al clan Mallardo di Giugliano intercettati dagli investigatori, i cui contenuti sono stati pubblicati nell’edizione odierna del quotidiano Il Roma, il ras delle Palazzine sarebbe ufficialmente vittima di lupara bianca. Le intercettazioni risalgono almeno a due anni fa e sono contenute nell’ordinanza di arresto del boss Mallardo.

Paparella subì un agguato nella notte tra il 2 e il 3 Ottobre, nella zona del Vasto a Napoli, territorio da sempre controllato dal clan Contini, alleato dei Mallardo. La vettura su cui viaggiava Di Biase venne trovata crivellata di colpi di pistola e con macchie ematiche oltre a piccoli pezzetti di cervello. Secondo gli investigatori, Paparella potrebbe essere stato attirato ‘con l’inganno’ nella zona di un clan alleato, dove però lo attendevano due killer.

I due affiliati ai Mallardo in più passaggi registrati fanno espliciti riferimenti a Di Biase e al figlio Nello, vittima di un agguato due settimane dopo la scomparsa del padre. Il giovane era insieme ad altre 3 persone quando due uomini in sella ad una potente moto si avvicinarono e iniziarono a sparare. Nello Di Biase e gli altri riuscirono comunque a scappare e a trovare rifugio.

Nelle intercettazioni pare sia chiaro che Paparella abbia ‘sgarrato’ nei confronti dei capi. Confermato il presunto movente: l’attività di spaccio che l’uomo ucciso avrebbe gestito nonostante il clan non volesse.

Affiliato A: “E quello dice tu già stavi di là con i ‘Piripicci’ (gruppo criminale di Giugliano, prima alleato dei Mallardo poi antagonista, all’epoca capeggiato dai fratelli D’Alterio, poi decimato in seguito alla loro uccisione nel giugno 1991), di là sei passato di qua”.

Affiliato B: “Paparella sta cacato sotto, alle nove di sera si ritirano padre e figlio”.

Affiliato A: “Già all’epoca da là è passato di qua? E già gli hanno fatto lo sconto perché, comunque, sta da tanti anni in mezzo alla strada e cose. Ora un’altra volta? Secondo me lo stendono, lo stendono, ora ci hanno detto insieme a noi e cose, perché comunque Paparella sta da 30 anni in mezzo alla strada… Lo uccidono proprio”.

Affiliato B: “No, lo sciogliamo proprio ha detto…”

Per l’omicidio di Di Biase, che naturalmente resta presunto fino a quando non si troverà il corpo, non ci sono indagati.

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