A lanciare l’appello alle istituzioni è Mimmo Savino, presidente della Pro Loco, sodalizio che da più di dieci anni si batte per la valorizzazione del nostro territorio e delle sue tradizioni
Dai paesini disseminati nell’entroterra abruzzese alle periferie napoletane sommerse dai rifiuti, le Pro Loco si trovano ovunque. Vere sentinelle dei nostri territori - come le ha definite il Presidente Giorgio Napolitano -, queste associazioni somigliano un po’ ai Genii Loci della religione romana, ovvero a quelle divinità che avevano il compito di proteggere tutti i luoghi della città. Ma come e quando sono nate? Di certo non bisogna scomodare entità sovrannaturali per conoscere le loro origini.
A partire dal 1881, in Trentino Alto-Adige, già fecero la loro comparsa le prime Pro Loco fondate da gruppi di cittadini. Nei decenni successivi, questi uffici di informazione turistica cominciarono a spuntare come funghi anche nelle altre regioni. Ed oggi, dati alla mano, se ne contano più di seimila: un vero patrimonio del Paese che da quasi un secolo e mezzo si mobilita per la promozione del turismo, della cultura e di tutte quelle che sono le risorse presenti sul territorio. Ma se i numeri non sono sufficienti a dimostrare la loro importanza, basti sapere che le Pro Loco sono le uniche associazioni ad essere citate dalla legge quadro sul turismo (135 del 2001), nonché fra le poche a vantare una struttura nazionale, regionale e provinciale. Anche Giugliano ne possiede una? Pare proprio di sì. E, a giudicare dall’ultima graduatoria stilata dalla Regione, è fra le più attive della Campania. La sede si trova al Corso Campano, poco lontano da Piazza Annunziata, di fronte ad un ampio spiazzo adibito a parcheggio. Ad accoglierci all’interno, dietro una scrivania ingombra di libri, il presidente Mimmo Savino. Da oltre dieci anni, il pittore giuglianese si fa carico di guidare la Pro Loco remando contro mille difficoltà economiche e mantenendo un dialogo non sempre facile con le istituzioni. Ma, nonostante tutto, si dice pronto a proseguire la sua battaglia culturale a favore della città.
Presidente, quando è nata la Pro Loco Giugliano e per volontà di chi?
«È nata ufficialmente il 22 aprile 1977 per volontà di un gruppo di cittadini guidati dall’attuale sindaco Giovanni Pianese. Dopo la sua costituzione, però, l’associazione è rimasta inattiva fino al 1997, anno in cui mi rivolsi personalmente all’Ente Provinciale del Turismo per informarmi della faccenda: mi fu riferito che la Pro Loco, oltre ad essere inattiva sin dalla sua nascita, era stata commissariata per ben tre volte. Nel 1998, fui nominato io stesso commissario: mi impegnai da subito per la ricostituzione. Agli inizi fu molto dura, ma pian piano la Pro Loco è riuscita a radicarsi sul territorio diventando un punto di riferimento per tutte le associazioni giuglianesi. Durante i primi anni di attività, in mancanza di una sede ufficiale, misi a disposizione alcuni locali di mia proprietà; successivamente, grazie all’impegno dell’amministrazione Taglialatela, sono riuscito ad ottenere in comodato d’uso per nove anni i locali del Corso Campano che costituiscono la sede attuale. Con grossi sacrifici l’abbiamo poi arredata: tutti i materiali presenti, infatti, sono in parte dei soci ed in parte del distretto scolastico che è stato soppresso».
Le Pro Loco in Italia promuovono attività di valore turistico, sociale, culturale, sportivo. Quali attività promuove la Pro Loco giuglianese, soprattutto in relazione a quelle che sono le caratteristiche del territorio?
«Fra le principali attività, va di sicuro menzionato il progetto nazionale di servizio civile. Dall’anno 2003/04, assumiamo dei volontari che lavorano in progetti finalizzati al rilancio del turismo e della storia locale, con ricerche sulle tradizioni, sull’arte e sulla cultura giuglianese: tutti lavori documentati con cd, filmati e documenti in pdf. Ma le attività che organizziamo sono anche altre: presentazione di libri, convegni, confronti politici, concerti di musica classica e musica sinfonica. Dal 1997 abbiamo promosso oltre 250 manifestazioni ed eventi culturali. Fra gli eventi di rilievo vale altresì la pena ricordare il ‘Premio alla Cultura San Giuliano Martire’, ormai giunto alla IX edizione. Con esso, ci proponiamo di premiare tutti i giuglianesi che si sono laureati o diplomati nell’anno in corso con il massimo dei voti. All’interno del Premio San Giuliano, è previsto il ‘Premio G. B. Basile alla carriera’, che viene assegnato a personalità della cultura e dell’arte che hanno reso Napoli e la Campania celebri nel mondo (Nicola Spinosa, Peppino di Capri e tanti altri)».
È opinione ormai diffusa che Giugliano possieda un enorme potenziale di risorse culturali e turistiche non adeguatamente sfruttato. Cosa si potrebbe fare per sostenere il turismo in questo territorio?
«Per valorizzare il turismo giuglianese, bisognerebbe coordinare le attività delle tre Pro Loco presenti nel comprensorio comunale. Oltre a questa, infatti, ne esistono altre due: la Pro Loco Litorale Domitio e quella del Lago Patria. Purtroppo, però, abbiamo visioni culturali diverse: io considero la Pro Loco come un servizio per i cittadini, gli altri come un trampolino di lancio per una carriera politica... Ma, al di là del coordinamento delle attività associazionistiche, il problema del turismo a Giugliano è legato all’inquinamento del territorio. Di recente è stata lanciata la proposta di trasformare le masserie in aziende agrituristiche: ma chi vuoi che venga in vacanza in un paese noto al mondo per essere avvelenato dai rifiuti tossici e dalle discariche abusive? Sarebbe opportuno prima bonificare la zona e poi rilanciare il turismo. Anche il litorale presenta problemi analoghi legati all’inquinamento delle acque».
Quali soluzioni propone?
«Dobbiamo anzitutto crescere culturalmente. E per crescere l’amministrazione locale deve fare investimenti per il futuro. Purtroppo i nostri politici non hanno questa lungimiranza. Ma se non facciamo una programmazione culturale a breve, medio e lungo termine, sprecheremo solo tempo e denaro. Le risorse previste dall’ultimo bilancio comunale per le attività culturali ammontavano a quattrocentomila euro: una somma considerevole, che se viene gestita in funzione di un progetto serio potrebbe dar luogo a risultati importanti. Su cosa vogliamo investire a Giugliano? Che tipo di identità ci vogliamo dare? Artistica, letteraria, musicale? Bene, si crei un progetto e si lavori in sinergia per il suo raggiungimento».
Quanti soci annovera la Pro Loco di Giugliano e ogni quanto viene eletto il presidente dall’Assemblea?
«Sotto il profilo organizzativo, abbiamo un consiglio di amministrazione formato da 7 membri ed un collegio di revisori formato da 3 membri. I soci, allo stato attuale, sono circa una settantina. Il consiglio si rinnova ogni quattro anni. L’iscrizione alla Pro Loco è aperta a tutti, previa valutazione da parte del Consiglio. Io sono in carica dal 1998, ma non nascondo che vorrei cedere l’incarico a qualcun altro. Il mio sforzo, prima di lasciare la presidenza, sarebbe quello di dare all’associazione un’autonomia economico-finanziaria. Purtroppo, al momento, non ci sono ancora riuscito».
Di sicuro, soprattutto al Sud, le associazioni incontrano molte difficoltà economiche. La Pro Loco di Giugliano non ottiene contributi dal Comune o da altri enti pubblici?
«La nostra Pro Loco, in quanto iscritta all’albo regionale delle Pro Loco, gode di finanziamenti che vengono concessi dalla Regione sulla base di una tabella stilata con cadenza annuale. Quest’anno siamo terzi in graduatoria ed abbiamo diritto ad un finanziamento di 2200 euro. Altre fonti di finanziamento sono gli eventuali contributi dell’amministrazione comunale, erogazioni liberali da parte dei cittadini, e offerte da parte di soci e del presidente stesso. Insomma, c’è tutto da rimettere e poco da guadagnare… Siamo ben lontani dagli standard delle regioni settentrionali: al Nord esistono Pro Loco che funzionano come vere e proprie aziende che dalla gestione di musei e di altri centri di cultura traggono i proventi necessari a finanziare le loro attività. A Giugliano questo non avviene perché non si avvia, come già detto, un progetto culturale a lungo termine che punti sulla costruzione di infrastrutture di valore culturale come cinema o teatri».
Quali sono le iniziative in cantiere per il prossimo anno?
«Tutto dipende dalla disponibilità economica. Ci saranno di sicuro incontri, convegni e forme di sostegno alle due feste patronali (festa di S. Giuliano e della Madonna della Pace). Inoltre la promozione della Guida di Giugliano nelle scuole ed altre attività di informazione turistica
di MARCO ARAGNO
Accade spesso che la crescita culturale ed economica di un paese muova i passi da un passato, più o meno recente, che spogliandosi del degrado a cui spesso è soggetto diventa premessa di un nuovo futuro.
Lo scopo del Convegno è quello di dimostrare come un soggetto assistenziale, quale quello del settore Welfare e Politiche Sociali, si sia trasformato in fornitore di servizi, offrendo al cittadino la possibilità di aiuto e un avvio verso un’autodeterminazione utilizzando progetti a medio e lungo termine che esaltano la compartecipazione e la socializzazione.
Salvatore Sestile, presidente dell’Atletico Giugliano, squadra di calcio della nostra città, da quanto tempo si occupa di questo sport?
«Da tantissimo tempo. Sono un ex calciatore e quindi sono vicino a questa disciplina da quando sono nato, da quando ero bambino. Nel 94 poi ho creato l’associazione Atletico Giugliano. È nato tutto per scherzo e per passione. Da li in poi abbiamo avuto diverse esperienze nel settore».