Dodicenne abusata dal patrigno, lei ai pm: gli voglio bene

Quella «strana» intimità che si era stabilita tra il suo compagno e la figlia appena dodicenne, la preoccupava. A ragione, visto quanto poi scoperto dai carabinieri di Salerno che ieri, su ordine del gip Stefano Berni Canani, hanno eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 37enne, D.S., accusato di aver avuto rapporti sessuali con una ragazzina di soli dodici anni. A chiedere la misura, al termine di una indagine durata soltanto pochi mesi, il sostituto procuratore Roberto Penna il quale non ha voluto perdere tempo e assicurare alla giustizia l’uomo prima che il rapporto tra i due andasse avanti. Anche perché la dodicenne, come appurato nel corso delle indagini, era consenziente. Come da lei stessa dichiarato in un’occasione. Un po’ perché attratta da quell’uomo tanto più grande di lei, di cui si era invaghita, e un po’, forse, per soddisfare il suo desiderio di un padre. Mai conosciuto.
È stata proprio la giovane mamma della ragazzina a chiedere l’intervento dei carabinieri per capire se i suoi erano solo sospetti o se, dietro a quei sospetti, vi fosse un’amara verità. Era molto preoccupata per la figlia, anche perché la «sua bambina» – come sempre l’aveva chiamata – era reduce da un’esperienza terribile, una violenza di gruppo, subita da alcuni coetanei, e che l’aveva segnata non poco. Temeva che, proprio questo episodio, avrebbe potuto «incidere» nel rapporto tra quell’uomo e sua figlia. Quell’uomo che lei aveva scelto come compagno di vita e con il quale aveva deciso di andare a vivere, proprio per dare un senso di stabilità e di famiglia alla ragazzina. Una ragazzina il cui padre era sparito e che lei stava crescendo da sola. Così, forse anche per far cambiare aria alla piccola, si era trasferita dalla zona collinare di Salerno in un comune nelle immediate vicinanze, sperando di potersi buttare alle spalle, assieme a lei, tutte le brutte esperienze. Ma nel rapporto tra il suo uomo e sua figlia, ci vedeva qualcosa di strano, di preoccupante. Così, non appena i suoi sospetti hanno preso qualche forma, ha deciso di denunciare tutti ai carabinieri della stazione Mercatello (agli ordini del maggiore Pier Paolo Rubbo e del tenente Bartolo Taglietti).

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