«Dovevano fare una strage» I particolari dell’agguato al boss raccontati dal basista del clan rivale

Un clan ammazzato dai pentimenti, quello dei Lo Russo di Miano. I Capitoni sono stati letteralmente falcidiati da arresti e pentimenti. Non ultimo quello di Rosario De Stefano, “il basista” dell’omicidio Esposito. Pierino Esposito fu ucciso nella piazza del quartiere nel dicembre del 2015, grazie alla soffiata di De Stefano, come ha lui stesso raccontato agli inquirenti.
“Con riferimento all’omicidio di Esposito Pietro (detto Pierino), voglio dire che ammetto di aver partecipato a tale omicidio con il ruolo che dirò e che l’ho fatto perché sono tossicodipendente da cocaina – ha riferito De Stefano – Premetto di essere stato il compagno di De Musis Antonella, madre di mia figlia, e attualmente compagna di Lo Russo Carlo. Con specifico riferimento all’omicidio di Pietro Esposito, ricordo perfettamente che la mattina del mercoledì precedente al sabato in cui fu ucciso Pietro Esposito, fui convocato a casa di Antonella De Musis a Chiaiano, dove trascorreva l’intera giornata Carlo Lo Russo, il quale si ritirava presso la propria abitazione di Miano solo di notte (dalle 7.00 alle 19.00 del giorno dopo in quanto sorvegliato speciale). Ebbene, quel mercoledì mattina Carlo Lo Russo, – alla presenza di Antonella De Musis Perfetto Ciro, Lucarelli Luigi, Buono (non ricordo il nome), Torre Mariano, De Angioletti (non ricordo il nome), Vincenzo Lo Russo detto o signore e Vincenzo Lo Russo (di Carlo Lo Russo) – mi disse che voleva ammazzare Pietro Esposito e chiunque lo appoggiasse in virtù di una grave offesa che gli aveva fatto; in quel contesto, e ripeto alla presenza di tutti i soggetti che ho menzionato, mi chiese se io potessi fornire un appoggio logistico alla Sanità dal momento che io vivevo in quel quartiere, e io accettai dal momento che già in quel momento mi diedero 5 grammi di cocaina. Già nella notte tra lo stesso mercoledì e il giovedì si presentarono presso l’abitazione di mia sorella dove io in quel momento vivevo, nella Sanità, Antonella De Musis, Ciro Perfetto e Luigi Cutarelli; ricordo perfettamente che Cutarelli e Perfetto avevano due pistole per ciascuno, e segnatamente Luigi Cutarelli aveva due calibro 45 e Ciro Perfetto aveva una 9 per 21 e una Glock.. La casa si trova in via Penninata, che si articola in una rampa di scale; la casa di mia sorella è un “basso” che ha al piano terra la cucina con un bagno e al piano di sopra una stanza da letto con un altro bagno; anche quella notte la De Musis, che accompagnò il Perfetto Ciro e il Cutarelli Luigi., mi portò sei/sette grammi di cocaina. A tale riguardo voglio precisare che il mandato di Carlo Lo Russo era quello di fare una “strage”, nel senso che fu proprio il predetto Lo Russo Carlo a dire, anche avanti a me la mattinata del mercoledì, che “doveva morire” non solo Pietro Esposito insieme al gruppo di ragazzi che “stavano vicino” allo stesso”.

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