Facebook lancia un nuovo servizio per trovare l’anima gemella. Ecco come funziona

FACEBOOK somiglierà sempre più a Tinder. O, almeno, questa è l’impressione che si ha leggendo le caratteristiche di una nuova funzione che il team di Mark Zuckerberg sta iniziando a introdurre nella versione mobile della piattaforma. Una sorta di agevolatore di amicizie: perché se prima a presentarci persone a noi potenzialmente affini erano gli amici in carne ossa, oggi il compito è sempre più affidato ad algoritmi e reti sociali. E il network blu non vuole essere da meno. Discover People è il nome del servizio. E, secondo quanto riporta il sito di tecnologia TechCrunch, dopo aver superato i primi test alla fine dello scorso anno in Nuova Zelanda e Australia è adesso pronto al debutto su larga scala sia per iOS sia per Android. Anche se non è ancora disponibile per il 100 per cento degli utenti.
“Troppo spesso è davvero difficile sapere di più riguardo alle persone che ci circondano”, ha dichiarato un portavoce della compagnia, “sia che si tratti di iniziare un nuovo lavoro o far parte di una nuova comitiva, decidere di partecipare un evento o spostarsi in nuovo posto. Perciò per renderlo più semplice stiamo mettendo a disposizione un nuovo strumento che può aiutarvi a scoprire di più sulle persone con cui avete delle cose in comune navigando attraverso le schede profilo degli utenti dentro la nostra comunità”. Un meccanismo che a primo acchito ricorda proprio il modo in cui sfogliamo le foto su Tinder, la popolare applicazione dedicata al dating online, alla ricerca di un partner.
Più nel dettaglio, sempre affidandoci a ciò che rivela TechCrunch, Discover People verrà posizionato nella sezione di navigazione tra le opzioni “Amici”, “Eventi”, “Gruppi” e via discorrendo. Una volta che ci clicchiamo sopra, ci inviterà a inserire una presentazione di noi stessi e ad aggiornare il nostro profilo. Mentre sotto l’introduzione comparirà una lista di eventi a cui ci siamo interessati, parteciperemo o siamo stati invitati nell’immediato futuro. Ma anziché presentare i dettagli del programma, mostrerà le persone che hanno scelto di partecipare all’incontro permettendoci di passare da un profilo all’altro. E scegliere se mandare loro un messaggio o meno. Non solo. Facebook ci permetterà pure di sbirciare tra i profili di chi era con noi durante eventi passati, o chi abita nella nostra stessa città o lavora nella stessa azienda.

Un sistema che, da un lato, sembra essere utile per connessioni lavorative e amicizie fuori dai confini della nostra solita cerchia. Dall’altro ci permetterà di diventare ancor di più dei voyeur digitali. Con conseguenti rischi per la privacy. Perché se abbiamo abbastanza controllo sulla visibilità di ciò che postiamo sul nostro profilo, una funzione del genere ci espone ulteriormente a possibili stalker o a persone che vogliamo semplicemente evitare. Così, suggerisce The Next Web, sarebbe meglio se il social non attivasse la funzione per tutti di default. Ma lasciasse scegliere a ognuno di noi se voler partecipare o no.

Da un punto di vista commerciale, Discover People potrebbe essere interpretato come l’ennesimo tentativo del social di fagocitare tutto ciò che c’è intorno – in questo caso sembra avere preso di mira le app di dating – e diventare sempre più il luogo in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo online. Un ecosistema, autarchico, in cui siamo capaci di fare la qualsiasi: da ordinare la pizza allo scambio di denaro, passando per le telefonate. “Come Facebook si sta lentamente mangiando il resto di Internet”, è non a caso il titolo di un illuminante articolo del Washington Postdatato 2016. Nella sua avanzata la rete può contare su numeri impressionanti: dei 3,5 miliardi di utenti internet, 1,9 è iscritto alla piattaforma. La partita si giocherà presto su chi è ancora escluso dalla Rete. E Zuckerberg ha già pensato anche a loro.

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