Filo diretto Giugliano-Secondigliano. Il ras Bosti incastrato dalle intercettazioni con lo zio Ciccio ‘e Carlantonio

Il figlio di Patrizio è infatti nipote di Francesco Mallardo: con lui parlava degli affari dell’Alleanza di Secondigliano

GIUGLIANO-SECONDIGLIANO. Zio e nipote, ecco come Francesco Mallardo ed Ettore Bosti, detto ‘O Russ, discutevano a lungo nel periodo in cui il boss di Giugliano ha guidato l’alleanza di Secondigliano: fino a quando è finito in carcere grazie a un’indagine dei poliziotti della sezione “Criminalità organizzata” della squadra mobile di Napoli, che l’hanno arrestato il 16 novembre scorso su ordinanza di custodia cautelarechiesta dalla Dda al Gip del tribunale di Napoli. Gli argomenti trattati – riporta Il Roma – trattati spaziavano dalle richieste estorsive non soddisfatte ai campi d’azione dei tre clan federati: contrabbando di sigarette, gestione delle agenzie di scommesse, progetti edilizi, acquisti di garage, apertura di esercizi commerciali, pagamento delle spese legali per i compagni di camorra, gestione del mercato della frutta e controllo delle Case del Risanamento. L’incontro tra Francesco Mallardo ed Ettore Bosti avvenne il 16 ottobre 2014 nell’abitazione di Sulmona del boss di Giugliano. Un incontro non casuale, scrivono gli inquirenti, perché attraverso l’ascolto delle conversazioni registrate dalla microspia si era capito che lo zio voleva convocare il nipote, del quale in quel periodo non gradiva alcuni comportamenti.

Ecco alcuni passaggi dell’intercettazione, con la consueta premessa che le persone tirate in ballo devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria.

Ettore: «Me li dette sopra da Palmina..lui venne, se li contò e se ne andò… disse che tu…. disse che tu dovevi fare certe villette..lo portai dentro…. lo portai a Giugliano… “’O vecchio” quello del pane lo prese in malo modo».

Francesco: «Perché?».

Ettore: «Perché lui voleva altri soldi…ma perché? Alla fine gli diedi… i soldi…..la zia gli diede…di soldi…»

Francesco: «50» Ettore: «50..io poi gli diedi altri 50 o 30 non ricordo…mi pare 100 in tutto».

Francesco: «Eh».

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