Giugliano. Bollette pazze, l’opposizione: “Capire le responsabilità”. La maggioranza: “Proteste spropositate”

Bollette pazze sul canone idrico. È la questione che tiene banco in questi ultimi giorni. Molti cittadini giuglianesi hanno ricevuto fatturazioni che si sono rivelate poi errate. Sul caso venne ascoltato anche il project manager dell’azienda che gestisce il servizio idrico, Enzo Vitale. Quest’ultimo puntò il dito contro la pesante eredità lasciata da Geset Italia la quale ha prontamente replicato alle accuse. Anche il sindaco Antonio Poziello intervenne asserendo: “Ci sono alcuni disservizi relativi al passaggio da una ditta a un’altra e la conta finale di Geset che ha creato problemi. Alcuni errori sono legati al fatto che in database vengono indicati i contatori con due numerazioni diverse e quindi si sono ritrovate una doppia bollettazione. Una volta evidenziato il problema viene depennata la bolletta sbagliata. Stiamo cercando di essere puntuali con la bollettazione ed evitare gli accumuli così da mettere ordine nel caos più totale. C’è ancora un po’ di lavoro da fare ma contiamo che dopo quest’anno di transizione il servizio sarà messo a regime”.

Non sono mancate le reazioni da parte dei consiglieri comunali. Sul suo profilo facebook, l’esponente di Forza Italia Alfonso Sequino ha posto l’accento sulla necessità di indire immediatamente un consiglio comunale: “Le fatturazioni emesse dalla Publiservizi sui canoni idrici, per molti casi, sono “pazze”. Non rispettano le norme del regolamento idrico in vigore e vengono applicati metodi di calcolo assolutamente arbitrari e fantasiosi che recano danni economici ai cittadini. Scaricare le colpe sulla Geset Italia, vecchio gestore del servizio, è tendenzioso. Immediatamente un consiglio comunale per avere chiarimenti ed apporre i dovuti rimedi”. Ieri pomeriggio, invece, i due consiglieri del Movimento 5 Stelle si sono recati prima negli uffici della Publiservizi e poi hanno incontrato il dirigente del settore D’Alterio. Secondo Palma e Risso le priorità sono tre: “Rinviare il termine finale della prima rata permettendo ai cittadini di segnalare con calma gli errori di cartelle pazze; aumento dei giorni, degli orari e del numero di sportelli della Publiservizi; aggiornare e ricontrollare il database per evitare che si commettano nuovamente gli stessi errori”. Per l’esponente del Pd Adriano Castaldo “questo continuo scaricabarile a cui si assiste ad ogni cambio di amministrazione ha un po’ stufato. Ogni problema in questa città è sempre colpa di qualcun altro. Generalmente di chi c’era prima. Ora è la volta della Geset. È il momento che ciascuno inizi ad assumersi le responsabilità delle proprie scelte, perché alla fine siamo sempre noi cittadini a pagare! La Publiservizi ha avuto tutto il tempo necessario per poter attivare il servizio di riscossione dei canoni idrici nel rispetto del Regolamento e, soprattutto, per verificare eventuali inadempienze da parte del precedente gestore. Bisogna, pertanto, innanzitutto verificare se il Regolamento idrico sia stato rispettato o se, come sembra, i criteri utilizzati siano stati piuttosto discrezionali. Dopodiché credo sarebbe opportuno convocare un consiglio comunale ad hoc in cui venga spiegato alla cittadinanza cosa sta accadendo. E se non lo farà questa maggioranza, cosa molto probabile, allora lo chiederemo noi”.

Tenta di tranquillizzare i cittadini, invece, il capogruppo di Giugliano Libera Francesco Iovinella: “Bisogna precisare che gli avvisi fanno riferimento ai consumi di acqua rilevati nel periodo Gennaio-Dicembre 2015 ed in alcuni casi anche in parte del 2014. Per meglio comprendere quanto scritto in bolletta che in mancanza della lettura del misuratore idrico gli avvisi sono stati calcolati verificando i consumi addebitati dalla gestione precedente per il 2014 o, in mancanza del contatore, si è calcolato in base alla tipologia di utenza. Ma comunicando la lettura si effettua la rettifica della bolletta. È possibile quindi che nella bolletta ricevuta ci sia anche un addebito a ‘conguaglio’ fino alla data della lettura rilevata nel corso del 2014, a tal fine la Publiservizi ha provveduto ad indicare tale data di lettura, quale data di inizio di fatturazione e non inserendo per tale anno la Quota Fissa in quanto già fatturata dal precedente gestore”. Infine, secondo il presidente della I Commissione Andrea Guarino: L’amministrazione si è subito attivata, avendo contattata i vertici della della Publiservizi, chiedendo spiegazioni alle voci che giravano su alcuni media. Da una verifica si è riscontrato che le fatture inviate fanno riferimento a calcoli fatti su documenti inviati in parte e non completi alla Publiservizi da parte della società uscente. Inoltre il dato fornito, dalla società che gestisce il servizio, e che su circa 3000 fatture inviate sono giunte solo 70 richieste di rettifica, pertanto in base ai dati attuali sembra un’esagerazione parlare di bollette pazze. Comunque, continueremo a vigilare anche perché, il partito che rappresentò insieme al collega Cristoforo Tartarone è sensibile alle esigenze dei cittadini”.

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