Giugliano, ecoballe. Decisa la data e la nazione per il trasferimento

Questa volta si parte sul serio: mercoledi 19 ottobre salperà la prima nave carica di ecoballe. Sarà diretta in Portogallo. La Vibeco, la prima ditta che aveva fatto partire le notifiche, ha ottenuto l’autorizzazione per il trasporto di 20 mila tonnellate e dal 12 ottobre comincerà a caricare i container che, dopo una sosta nel sito di stoccaggio, saranno spostati nel porto di Salerno e cominceranno a partire dal 19 ottobre. A quasi cinque mesi dall’avvio ufficiale delle operazioni con due cerimonie inaugurali (alla prima partecipò il governatore De Luca, alla seconda era presente anche il premier Matteo Renzi) finalmente cominceranno a prendere il mare i primi significativi quantitativi. Finora, infatti, erano stati smaltite solo poche tonnellate presso gli impianti italiani, ma il grosso dei trasferimenti avrà come destinazione diversi Paesi europei.

Alla Vibeco, che capeggia uno dei quattro gruppi che hanno ottenuto l’appalto, toccherà smaltire duecentomila tonnellate di spazzatura impacchettata, tutta attualmente ferma nelle piazzole tra Giugliano e Villa Literno. Finora è stato appaltato il trasporto di 476.794 tonnellate, altri tre lotti sono andati deserti e quindi bisognerà rifare la gara. Il lotto 2 (Masseria del Re) è andato al raggruppamento d’imprese formato da Defiam srl ed Ecobuilding srl, iIl lotto 4 (Masseria del Pozzo e depuratore di Marcianise) è andato al raggruppamento formato da Ecosystem – Econet. Il lotto 5 ( Villa Literno, località Lo Spesso) è andato al raggruppamento formato da Vibeco – Bm Service – Sirio Ambiente & Consulting come il lotto 6, sempre a Lo Spesso. Il lotto 8 (Avellino area asi e area Stir, Casalduni Fungaia e area stir, Eboli vasca Coda di Volpe) è stato, invece, assegnato all’Ati formata da Sarim – Bps. Gli altri due Paesi di destinazione dovrebbero essere la Bulgaria (il governo ha chiesto ulteriori chiarimenti) e Spagna. In un primo momento erano state presentate richieste anche per la Romania, poi il governo di quel Paese, dopo infinite polemiche sugli impianti di destinazione, aveva fatto sapere che non avrebbe autorizzato lo smaltimento e quindi è stato deciso di cambiare meta.

Fonte: Il Mattino

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