Giugliano. Incontro tra i Comitati Acqua Bene Comune e i sindaci dell’area Nord

Si è tenuto venerdì 1 luglio a Giugliano, presso il cortile di Palazzo Nardelli, un importante incontro pubblico tra alcuni Sindaci dell’area Nord di Napoli dei Comuni di Giugliano, Quarto, Qualiano e i comitati di cittadini per l’acqua pubblica. All’incontro erano presenti il Presidente di Abc Napoli Maurizio Montalto, azienda speciale di diritto pubblico che gestisce il servizio idrico nel Comune di Napoli, e padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, da sempre impegnato in difesa dell’acqua pubblica.

L’incontro, promosso dal coordinamento dei Comitati Acqua Bene Comune dell’Area Napoli Nord/Flegrea, è stato organizzato per discutere della proposta dei comitati circa la possibilità di estendere la ripubblicizzazione del Servizio Idrico, avviata da circa 3 anni a Napoli, anche ai Comuni dell’hinterland che ricadono nel Distretto Napoli (nuovo distretto definito dalla legge regionale del dicembre 2015 di Riordino del Servizio Idrico -Napoli più 31 comuni).

L’incontro è stato un’ ulteriore tappa, dopo un primo tenutosi a Quarto alcuni mesi fa e dopo  le petizioni popolari organizzate in alcuni Comuni per chiedere la gestione del servizio idrico a mezzo Enti di diritto pubblico. I comitati preannunciano ulteriori tappe in altri Comuni.

Inevitabile la denuncia delle difficoltà dei Primi Cittadini circa lo stato delle reti e la critica alle norme dello Sblocca Italia e dei decreti Madia che favoriscono le privatizzazioni del servizio idrico, indebolendo il ruolo delle Comunità locali, annullando  praticamente l’esito del referendum del 2011 a cui parteciparono 27 milioni di cittadini esprimendosi a favore di una gestione del servizio idrico senza società di capitali e senza soggetti privati. Approvato dall’assemblea pubblica il seguente documento che sarà inviato a tutti i Sindaci ricadenti nel Distretto Napoli per la gestione in forma associata del Servizio Idrico.

 

DOCUMENTO –ASSEMBLEA PUBBLICA – Una scelta per l’acqua pubblica-

GIUGLIANO 01 luglio 2016

Mentre a distanza di 5 anni dal referendum sull’acqua pubblica il governo ed il parlamento continuano a non dare attuazione alla volontà dei cittadini, forse perché troppo sensibili agli interessi delle lobby, i comitati territoriali chiedono che il processo di ripubblicizzazione dell’acqua sia avviato ed attuato dal basso partendo dalle comunità territoriali.

In tale ottica si ritiene che, partendo dalle esigenze reali dei cittadini, sia necessario procedere alla gestione associata del servizio idrico, secondo bacini idrografici, partendo comunque dalla necessità di tenere al centro del processo di ripubblicizzazione gli enti locali e la partecipazione popolare.

Infatti, è necessario sottolineare che il processo di aggregazione non deve e non può significare concentrazione dei poteri nelle mani di pochi ma deve essere comunque avviato tenendo al centro i Comuni e i cittadini attivi nei processi decisionali.

Proprio per questo è necessario continuare ad opporsi alla legge regionale n. 15/2015, attraverso la quale si espropriano i Comuni di competenze dirette e si avvia quel processo di concentrazione delle competenze funzionale alla svendita dell’acqua alle grandi lobby della privatizzazione. La Legge Bonavitacola prevede, infatti, la costituzione di un solo Ambito territoriale regionale affidato ad un Comitato di gestione composto da soli 20 membri a cui sono delegate gran parte delle funzioni di governo del ciclo integrato dell’acqua. Il potere decisionale viene concentrato in organi di secondo livello (Consigli di Distretto) e, ancor di più, di terzo livello (appunto Comitato Esecutivo) che sempre meno rispondono alla volontà popolare. Inoltre, si consideri che nella legge non si attribuisce alcun ruolo all’Ente intermedio Città Metropolitana e che per questo è stata oggetto di impugnativa giudiziale.

Le decisioni saranno assunte, quindi, da soggetti estranei ai territori e con forme non democratiche e partecipate, esposte, quindi, agli appetiti speculativi dei grandi gruppi economici finanziari. Tutto ciò si configura come un vero e proprio furto di democrazia, mascherato da un demagogico discorso di semplificazione e di riduzione del ruolo della politica. Bisogna con forza rilanciare il ruolo delle Comunità locali quali portavoci di istanze democratiche più vicine ai cittadini, connettere tutte le forme organizzate di cittadinanza in difesa dei beni comuni, ACQUA, AMBIENTE, ISTRUZIONE, SANITA’ per ribadire il primato della vita sul profitto.

I comitati hanno elaborato proposte chiare con cui si invitano i Sindaci a prendere posizioni nette e di schierarsi in rappresentanza dei propri territori attraverso la costituzione di una rete dei Sindaci dell’area Napoli Nord-Flegrea, al fine di ribadire il primato del pubblico e partendo dalle seguenti richieste di modifica dell’assetto di governo del servizio disegnato dalla nuova legge regionale.

Le proposte sono:

-Costituzione di Distretti disegnati su bacini idrografici

-Poteri decisionali fondamentali delegati ad un’ assemblea dei Sindaci

-Gestione del servizio idrico per ogni Distretto con Aziende speciali consortili di diritto pubblico ai sensi degli artt.  113 bis comma 1 lettera b) e 114 TUEL.

In Campania dobbiamo riconquistare tutti gli spazi democratici, coinvolgendo ed ampliando la rete politica e sociale per contrastare e quindi cambiare la legge regionale che è stata approvata.

Da subito riteniamo possibile costruire un’alleanza di quei soggetti e quegli Enti locali che credono nell’importanza dell’acqua pubblica, a partire dal Comune di Napoli che rappresenta l’esperienza più avanzata sul terreno della ripubblicizzazione dell’acqua, per giungere alla gestione unitaria per il distretto Napoli in capo ad una azienda  speciale consortile di diritto pubblico, oppure altra forma pubblica consentita, prendendo quale punto di partenza l’ABC di Napoli.

Pertanto, come Comitati per l’acqua pubblica dell’area distrettuale di Napoli, abbiamo elaborato una proposta, accompagnata in alcuni Comuni da sottoscrizioni di centinaia di cittadini, sulla quale riteniamo necessario che i Comuni e l’ABC stessa si impegnino ad avviare il processo di aggregazione e di gestione unitaria attraverso ente pubblico dell’acqua.

Visto e considerato che l’azienda speciale del Comune di Napoli ABC, è in possesso del requisito quantitativo ex art 172 Codice Ambiente (gestisce il 25% della popolazione del distretto), che tale azienda si è dimostrata virtuosa nella gestione, tanto da chiudere i bilanci degli ultimi anni in maniera molto più che positiva; che la governance di tale Azienda è integrata dalla partecipazione dei cittadini tramite un Consiglio Civico; data la possibilità, statutariamente prevista in tale azienda, di trasformarsi in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico con altri enti pubblici locali partecipanti, come comitati in difesa dell’acqua chiediamo un  impegno ai Sindaci ed al Presidente di ABC di promuovere tale gestione associata  del SII del distretto Napoli attraverso l’Azienda Consortile Speciale Acqua Bene Comune.

Pertanto riteniamo utile che si formi un tavolo tecnico tra i comuni interessati ed azienda, nonché una rete dei sindaci per l’acqua pubblica che si riunisca periodicamente in collaborazione con i cittadini attivi  nei vari Comuni del Distretto per dare impulso e concretezza al percorso intrapreso.

Comitati Acqua Bene Comune Napoli Area Nord/Flegrea

 

 

 

Commenta per primo