Giugliano. M5S: “Per la Terra dei Fuochi anni di denunce, ma le istituzioni sono sorde”

Anni di denunce da parte dei cittadini di quel pezzo di Terra denominato “Terra dei fuochi”, nel luogo simbolo dell’emergenza dove a suon di carte bollate si elargiscono chimere invece di provvedimenti seri. Nel luogo in cui per il solo fatto di respirare, azione fisiologica primaria, si muore.
Nel luogo in cui si ha sempre la netta sensazione di essere in promiscuità, in abbandono o peggio ancora in guerra. Anni di denunce e urla nel silenzio. Urla di dolore. Urla impotenti. E le Istituzioni tutte sorde, sorde al richiamo del proprio dovere.

Si nominano Commissari, si fa arrivare l’esercito, si istituiscono siti di denuncia ma di fatto i roghi tossici non accennano a diminuire nonostante i proclami, nonostante le Leggi.
E si sono mobilitati popoli, si sono mobilitati i familiari delle vittime innocenti di ecomafie e si sono mobilitati anche i preti ma al di là di qualche spot, anche personalistico, niente è cambiato.
E’ iniziata l’estate e con essa l’impossibilità di respirare, con l’unica consolazione che esistono i VVFF , gli unici che si spingono oltre il proprio semplice dovere con coraggio.

Procediamo con ordine. A novembre 2012 il Governo prende atto che esiste il fenomeno e nomina un Commissario con chiari poteri di impulso e coordinamento di Enti e forze dell’Ordine per contrastare l fenomeno dei roghi tossici. Viene istituita una task force ed un portale. In 4 anni vengono raccolti dati, dati che tra le altre cose sono ben fin troppo noti. Sarebbe bastato semplicemente rivolgersi alle migliaia di cittadini e comitati dei luoghi ed in una sola settimana si sarebbe potuta fare una mappatura completa. Tra l’altro dalla pagina dell’UTG di Napoli non risulta Giugliano, con riferimento all’operazione denominata “ Comando Raggruppamento “Campania” Task Force 21° Guastatori”, tra i luoghi di pattugliamento eppure è la città con più estensione in km2 e a più alto rischio di tale fenomeno per l’enormità di territorio in stato di abbandono. Eppure è la città con la metratura quadrata più alta di siti di stoccaggio temporanei, di discariche tra lecite e illecite soggette anch’esse a combustione.
Per verifica http://www.utgnapoli.it/pu…/roghi2013/attivita_ffaa_2015.pdf

Nella stessa pagina dell’UTG nonostante il reato si sia arricchito del delitto e quindi di maggior severità nella pena con il 256/bis, si verifica che la maggior pena è un fermo. Non vengono nomenclati arresti e sequestri in misura proporzionale ai roghi sussistenti. Insomma non solo fumo dei roghi ma anche fumo delle istituzioni. In pratica un’azione inutilissima e miliardi di euro spesi.
Tra l’altro Cafagna ultimamente è investito di altra responsabilità ad amministrare il comune di Gragnano per cui la sua già poca solerzia di coordinatore è ampiamente minata.
Il Sindaco di Giugliano, benchè in carica da oltre un anno, non ha mai messo in atto un’azione di forza, non ha mai deciso in tal senso, e non ha mai dichiarato lo stato di emergenza nonostante le continue situazioni in cui sarebbe stato indispensabile per l’alta densità di popolazione e di scuole, come ad esempio il grande rogo sviluppatosi presso il deposito temporaneo giudiziario di proprietà De Luca dell’anno scorso.

Al sindaco, tra l’altro, si contesta anche aver dato man bassa al fondo per le emergenze per sovvenzionare feste e non emergenze serie come per l’appunto quella dei roghi.
Ma a chi conviene che le cose non cambino? A coloro che raccolgono rifiuto speciale derivante dalla combustione? Sicuramente si. A chi altri conviene? Alle migliaia di piccole imprese che smaltiscono illecitamente? O anche alle migliaia di centri convenzionati di assistenza sanitaria, vista l’incidenza tumorale che questo fenomeno porta? Ma la domanda più seria è conviene al Governo? Sembrerebbe di si viste le risposte innocue a contrasto altrimenti non si spiegherebbe tale inerzia e incapacità.
E la soluzione è a portata di mano: basterebbe solo dare l’Ordine.

Basterebbe attivare meccanismi istituzionali paralleli per favorire il superamento definitivo della cultura del “non è di mia competenza” che purtroppo rispetto ai reati ambientali ed a danno della salute pubblica. Se non si sblocca questo nodo essenziale, tutto resta solo teoria e chi delinque e brucia continua a farlo tranquillamente. Ne sono responsabili il Governo, il Prefetto, il Commissario e il Sindaco. Eppure il concetto è elementare: qualunque pattuglia “non specializzata” di qualunque forza di polizia in ordinario servizio di istituto deve intervenire doverosamente per accertare e reprimere il reato in questione, interromperne la prosecuzione e/o reiterazione, denunciare i responsabili al PM. Altrimenti è inutile considerare delitto ciò che in realtà lo è.
Basterebbe la volontà politica di dare l’Ordine.

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