Giugliano, tuffo nella storia con la Pro Loco. Assenti rappresentanti politici ed istituzionali

Si è tenuta Venerdì 24 giugno nella splendida cornice del Salone delle Feste del palazzo Palumbo, alla presenza di un folto pubblico di cittadini e di giovani, la presentazione del volume “Giugliano in Campania. Aspetti di storia ricostruiti attraverso le fonti documentarie ed archivistiche”. Edito dalla Pro Loco Giugliano è il primo lavoro in assoluto che raccoglie tesi e documenti inerenti parti della storia della città a partire dal VIII secolo sino al XVIII secolo. La serata si è articolata con la illustrazione dei temi trattati attraverso la esposizione dei contenuti, da parte degli autori, corredata dalla proiezione di immagini. Tanto è seguito alla introduzione del prof. Tobia Iodice e del prof. Mimmo Savino. Ha commentato il lavoro  il prof. Francesco Montanaro, Presidente dell’Istituto studi Atellani, che ha sottolineato la valenza scientifica e culturale del libro ritenendolo, in alcune parti, unico nel suo genere. Ha concluso la serata  il prof. On. Antonio Iodice, Presidente dell’Istituto di Studi Politici san Pio V di Roma che nel ribadire il giudizio positivo sull’opera ne ha, nel contempo, esaltato la unicità nella panoramica dei contributi editi, sinora, sulla storia di Giugliano. È stata notata, sia dai relatori che dal pubblico, la assenza delle istituzioni amministrative e religiose della città.

Sorge la domanda: quale obbligo avevano i rappresentanti della pubblica amministrazione, sia di maggioranza che di opposizione, o quelli delle istituzioni religiose a partecipare alla presentazione di questo libro? Nessuno! Ed infatti nessuno è intervenuto.

È bene precisarlo a scanso di equivoci: nell’ambito della propria libertà individuale ogni uno decide cosa fare o non fare. Però se usciamo dall’ambito individuale e entriamo in quello istituzionale allora una certa forma di attenzione a certi eventi va posta. Anche come gesto di cortesia che può concretizzarsi col classico bigliettino comunicante improvvisi impegni di maggiore livello.

Perché in una realtà alla ricerca della identità perduta il lavoro presentato cercava, e cerca, di dare un contributo a questa fatica portata avanti dalle decine di associazioni culturali che riunite attorno all’amministrazione hanno cercato, nei mesi scorsi, di attirare l’attenzione di tutti noi sulla ricorrenza della nascita di un illustre personaggio  cercando, attraverso la sua fama, di costruire “la gente giuglianese”. Altri momenti hanno visto la colta ricerca di tradizioni musicali nascenti dalla ritmica spontanea e selvaggia delle percussioni e dei ballatori.

Cosa contiene questo lavoro a più mani?

Lo ripetiamo a beneficio di coloro che non sanno di cosa stiamo parlando.

Venerdì sera si presentava un lavoro di tre cittadini giuglianesi: gli arch. Gianfranco Russo e Antonio Pirozzi e mio. Un lavoro che è partito con la ricostruzione urbanistica della Giugliano medievale, con la collocazione del castello angioino, l’impianto radiale medievale, le porte di accesso all’abitato. Lavoro prodotto ed illustrato con carte e documenti d’epoca dall’arch. Gianfranco Russo animatore della comunità web. Archivio Area Giuglianese. Storia arte cultura territorio. È seguita la ricostruzione architettonica ed urbanistica del borgo di Casacelle, fatta dall’arch. Antonio Pirozzi. Con documentazioni inedite, alcune frutto del lavoro di ricerca dello studioso, è stata ricostruita la genesi dalla primitiva costruzione di epoca romana, sino al rifacimento Longobardo ed alla storia delle casate succedutesi nel suo possesso. Interessante anche la individuazione di qualità di vitigni coltivati ed altre produzioni agricole e la indicazione dei salari dei lavoratori impegnati nei lavori gestiti dai monaci di san Martino di Napoli. La conclusione delle relazioni è stata la mia. Ho illustrato il lavoro di recupero dei 130 registri parrocchiali, redatti tra il 1554 ed il 1800, fatta unitamente al presidente della Pro Loco, prof. Mimmo Savino. Recupero effettuato attraverso 40.000 immagini fotografiche, per un totale di 80.000 pagine, inerenti i battesimi, i matrimoni e i funerali registrati a Giugliano. Di queste certificazioni ne sono state informatizzate, da me,  in un data-base, 20.000, a copertura del periodo 1554/1632. Epoca della famiglia Pinelli. Dalla elaborazione dei dati sono state individuate le curve di natalità, di mortalità, di mobilità sociale sul territorio ed altri dati statistici utili alla comprensione della evoluzione demografica della città. In particolare ho creato le famiglie che abitavano Giugliano, la loro collocazione nei quartieri, la loro densità numerica. Ho rilevato anche altri aspetti come gli schiavi islamici, quelli neri, gli zingari e gli stranieri che vivevano tra i nostri avi.

Si può affermare con certezza che si è parlato di una ricerca storica su aspetti dello sviluppo della città che potrebbe contribuire alla formazione della “gente giuglianese”

Una ricerca che avrebbe dovuto interessare tutti gli amministratori pubblici, sia di maggioranza che di opposizione, trattandosi della città da loro amministrata, ed in particolare avrebbe dovuto interessare l’Assessore all’Urbanistica. Quest’ultimo, docente universitario, avrebbe dovuto essere incuriosito da uno studio sull’evoluzione storica della città che sta riprogettando. Considerandolo come un contributo al suo lavoro, seppur prodotto da tecnici locali.

Una ricerca ed una elaborazione su momenti ed aspetti della città di Giugliano mai fatto da nessuno! Una ricerca che ha dimostrato che Giugliano ha avuto il suo secolo d’oro, a cavallo tra il 1500 ed il 1600, quando la abitavano nobili e banchieri ed era ritenuta località amena di villeggiatura. Ed aveva una popolazione fiera della propria terra.

Il lavoro che è stato presentato è stato interamente finanziato dalla Pro Loco e la presentazione è stata effettuata, per la gentilezza della HUB spa, nella sala delle feste, a costo zero.

Per questo è parsa strana l’assenza della pubblica amministrazione nella sua intierezza. Dare forza alla fatica di tre cittadini, patrocinati dalla pro loco, di contribuire alla ricreazione di una identità alla nostra città, con la sola presenza di un rappresentante politico, sarebbe stata una bella cosa. Purtroppo è stata l’ombra di una serata luminosa.

di Antonio Pio Iannone

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