Jessica morta a 18 anni per un incidente, il dolore del papà: «Dio, perché non hai preso me»

«Perché Dio mio non hai preso me invece di mia figlia? Gjesika era la ragazza migliore del mondo. Qual è il mio Dio in cui credo e che ora mi ha tolto tutto?». Papà Vangjel (Vangelo) Gjinaj parla della radice cattolica del suo nome, piange a dirotto, non si dà pace, stringe il foglio del verbale appena firmato in polizia. Fa l’autotrasportatore, una vita a macinare chilometri sull’asfalto eppure un maledettissimo incidente invece di lui si è portato via sua figlia, il suo bene più prezioso.

Sacrifici immensi da quando 20 anni fa è arrivato in Italia dall’Albania per crescere Gjesika (la ragazza si faceva chiamare Jessica), e la sorella Ionida. Accanto ha la moglie, il volto teso, segnato dal dolore, la donna non ha la forza per parlare. «Proprio laltra sera Gjesika mi aveva detto che avrebbe voluto iscriversi all’Università – dice il papà – Ma non era sicura perché diceva che ci volevano tanti soldi. Ma io avrei fatto di tutto per lei, le ho risposto di non preoccuparsi, che ci avrei pensato io, ero così orgoglioso di lei».

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