‘‘La chiamavano America’’, in viaggio tra New York e Napoli con l’Accademia Liliarum

«Eccoli lì. Voi non potete vederli, ma sono lì, intenti a scrutare l’orizzonte…». Le parole calde e accattivanti della voce narrante, il giovane attore Stefano Beneduce, si fanno strada tra il pubblico numerosissimo che, nella serata del 21 giugno 2016, si è ritrovato ad occupare tutto l’Auditorium della Biblioteca comunale di Giugliano, molti rassegnati a starsene in piedi in fondo alla sala e nei corridoi laterali. La data non è casuale: l’ Europa celebra in questa giornata la «Festa della Musica», e proprio la Musica è la protagonista dello spettacolo «La chiamavano America», scritto dalla prof.ssa Marianna Morgigno e messo in scena dall’ Accademia Liliarium. Una storia intensa, ispirata alla vita di un fotografo statunitense vissuto tra gli anni ’20 -’60 del secolo scorso, quello delle grandi emigrazioni dall’Italia agli Stati Uniti, con nostalgici ritorni alla patria napoletana, in cui i ricordi del personaggio si mescolano alle canzoni che hanno fatto la storia della musica americana, italiana e napoletana. Il pubblico si ritrova così catapultato nell’America degli anni ’30/’50, nel continente in cui sembrava che i sogni potessero sempre avverarsi, e subito dopo nell’Italia degli anni ’30/‘40. La scenografia, curata dall’architetto Tobia Gaeta, riflette appieno questo viaggio immaginario tra i due Paesi.

Al suono di Strangers in the night, New york  New York, My way, Walking in the air, Bluemoon, That’s Amore e Over the rainbow, Non ti scordar di me, Tu che m’hai preso il cuor, Voglio vivere così, Una rondine al nido, Mattinata,  trascorre il primo tempo  dello spettacolo. Nel secondo tempo, l’atmosfera internazionale e sognante lascia il posto alla malinconia, al calore, alla forza delle canzoni classiche napoletane: il mare, il paesaggio sorrentino, i lamenti di amanti abbandonati rapiscono il pubblico con pezzi come Nun me sceta’, ‘O mese d’ ‘e rrose, I’ te vurria vasa’, Torna a Surriento, ‘O marenariello, Voce ‘e notte, Reginella, Mandulinata a Napule, Passione, ‘O surdato nnammurat, mentre l’intero coro esplode in tutta la sua potenza con ‘O paese d’ ‘o sole e ‘O sole mio.

I cantanti, che questa volta hanno dimostrato anche tutte le loro abilità drammatiche, si sono alternati sul palco esibendosi ora in pezzi solistici, ora in pezzi corali, accompagnati dalla maestria del pianista Nunzio Avallone, dalla bravura del giovane mandolinista Alfonso Valletta e dalla competenza non programmata dei tenori Giuseppe Taglialatela e Orazio Taglialatela Scafati,  che sono stati obbligati ad alternarsi nella conduzione del coro per l’improvvisa assenza dell’anima storica dell’Accademia Musicale Liliarium, il M° Raimondo Gargiulo, che fino a notte inoltrata del giorno precedente aveva condotto le prove nell’Auditorium. Evidentemente, il lavoro di circa quindici anni portato avanti da tutti i componenti del coro sotto la guida altamente professionale ed inflessibile dal Maestro Gargiulo ha dato i suoi frutti, mentre comunque il pensiero e l’emozione di tutti andavano ad augurargli una pronta guarigione. L’esibizione è risultata, stando  alle parole del Vicesindaco Ing. Domenico Pianese, ‘‘uno spettacolo da veri professionisti’’, auspicando che nel panorama della cultura giuglianese abbiano un peso sempre crescente le Associazioni come la Liliarium.

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