LA FOTO DELLA VITTIMA – Gli ammazzano il padre, il figlio scrive su Fb: «Mi mancherai babbo, angelo mio»

Due le ipotesi battute dagli inquirenti: agguato della malavita o pista passionale

CALVIZZANO. “Mi ricordo tutti momenti a memoria adesso li tengo tutti in mente per me non eri un padre ma un fratello maggiore mi manchi tanto babbo. Angelo Mio”. Così uno dei figli minori di Ferdinando Pecchia ha scritto su facebook poche dopo l’uccisione del padre. Molti amici hanno commentato sotto al post, invitando il ragazzo a farsi coraggio. Nonostante la separazione tra i genitori, i rapporti tra i figli e Ferdinando non si erano incrinati, anzi. La vittima portava spesso i figli in quel quel bar dove è stato ucciso, situato di fianco ad una sala giochi sotto ad un grosso palazzone di sei piani bella zona delle Cooperative in via Nenni a Calvizzano. Si tratta di un quartiere popolare a ridosso del centro, dove ci sono grossi palazzoni abitati gran parte da operai ed artigiani. Li vicino abitavano i genitori di Nando, descritti dalla gente del posto come persone molto per bene ed onesti lavoratori. Il 39enne si era sposato ed aveva 3 figli dalla moglie con cui da un paio di anni aveva un rapporto un po’ turbolento. I due si erano infatti separati. Da allora pare che la vita di Nando, onesto idraulico, sia cambiata ed abbia iniziato ad avere frequentazioni pericolose. Tant’è che sull’omicidio sta indagando la Procura di Napoli, anche se lui risulta incensurato. Sembra che abbia a carico un’indagine per un incidente stradale risalente a più di due anni fa. Ma l’omicidio non è collegato a quest’ultimo episodio. Sono due le piste seguite dai militari dell’Arma di Giugliano: le frequentazioni ambigue del soggetto o la pista passionale.

Ferdinando era solito fermarsi nel bar Rumba per passare qualche ora tra una chiacchiera, una giocata a carte ed alle slot, prima di ritirarsi a casa. E proprio mentre giocava alle macchinette che il killer lo ha colpito con almeno quattro colpi mentre era di spalle all’interno della sala slot. Il killer ha raggiunto il complice che lo aspettava all’esterno in sella ad una moto e sono scappati. La fuga potrebbe essere stata ripresa dalle telecamere del vicino centro scommesse, anche se entrambi i killer avevano il casco integrale.

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