La solidarietà di Candido Lampione a Sergio Pacilio, si pronuncia a favore della libertà di stampa

di CANDIDO LAMPIONE

 

Egreggio signor direttore voi lo sapete che io per educazione ci tengo a dire che vi ringrazio di tutto quello che vi sforzate di fare perché con la mia lunga esperienza politica ó imbarato a capire che le buone indenzioni condano più dei risultati. ma io con questo non è che mó vi volesse accusare di chisá che cosa anghe perché come dicevano i cinesi tu quando ti arritiri a casa picchia a tua moglie senza una ragione perché tanto lei lo sá il perché. non só se mi spiego. Ma veniamo a noi per il fatto che mi avete accusato di non avere detto niente sulla questione dei giornali e della libertà di stampa come tutti quelli che ànno fatto finta di non saper leggere o che non avevano cinguanda cendesimi spicci per comprarsi il vostro nuovo giornale che io non ó capito ancora perché ci avete voluto mettere il titolo in inglese che se non mi sbaglio si chiama Ollain e che poi neanghe io sono riuscito a trovarlo dal giornalaio che tantevvero Claudio mi á detto Aggia veré a Napoli se si trova. Ma dico io non era meglio di continuare a fare il vostro solito giornale di Abbiabbè che oramai ci eramo abituati che meglio di quello non si poteva fare. Io vi capisco che ci dobbiamo abbituare a scrivere e a parlare per farci capire dagli ecstracomunitari ma qui il problema è che invece io penso che per prima cosa ci dobbiamo capire fra di noi per sapere che stiamo facendo se poi vogliamo fare veramente qualcosa senó ci rimane il problema politico delle buone indenzioni che condano più dei risultati.

Per il fatto che vi ò detto che in edicola non si trova il vostro nuovo giornale Ollain io non só che cosa avete scritto sulla questione della libertà di stampa ma me lo sono fatto spiegare da Filippo che mi á detto che lui lo aveva letto perché non aveva niende da fare e perciò ó capito di che si tratta.

E allora egreggio signor direttore io sono pienamende daccordo con voi che quì nessuno più se ne fotte della propria libertà di stampa che io penso che è una cosa che appartiene a tuttiquanti che sarebbe poi la libertà di dicere quello che uno penza libberamende colla differenza però di farcelo sapere anghe agli altri che l’unico mezzo è quello di scriverlo sopra a un giornale perché quando uno parla sono soltanto chiacchiere e tabbaccher i ligmamm.

Voi sieto ancora troppo giovane mio caro amico e per questo non vi potete ricordare di quando a Giugliano ci stavano cinque o sei giornali che secondo me ci facevano molto bene alla politica per il fatto che ognuno la pensava in modo diverso aiutandoci a noi consiglieri comunali a capire che ne pensava la gente mó di questo e mò di quello ma senza però farci influenzare perché comunque alla fine non si stava a sentire a nessuno ma però si lasciava a tutti la libertà di continuare a parlare perché vedere egregio signor direttore la democrazia è proprio questo che uno una cosa come la penza cosí la dice.

Ma mio figlio che voi lo sapete che fà larchitetto mi á spiegato che la democrazzia è addirittura la libertà di dicere una cosa anche se uno non la penza come a un antico cittadino della Grecia che votò a favore di cacciare dalla città di Atene un tiranno che si chiamava Pisistrato ma che però lui non sapeva neanghe chi era. diciamo tale e quale a come succede oggi che uno invece vota a favore per fare eleggere a un consigliere comunale che non sa neanghe chi è.

Ecco signor direttore la democrazzia è di dare a tutti la libertà di sbagliare anghe perché io sono convinto che se a uno lo facciamo parlare alla fine quasi sempre quello rischia di dicere anche qualcosa di buono. ma se noi chiudiamo i giornali e non li aiutiamo a tirare avanti colla pubblicità dei commercianti e il contributo del comune di Giugliano significa che noi abbiamo paura della libertà e che della democrazzia fino a mò non abbiamo capito neanghe come si scrive.

E con questo egregio signor direttore per quello che mi riguarda io credo che ó risposto a tutte le vostre accuse perché in un momento di crisi io mi sono sendito in dovere di alzare la voce a favore del vostro giornale anghe per ringraziarvi di avermi fatto avere il tesserino di giornalista onorario che però a questo punto non mi pare di stare in buona compagnia se nessuno fino a mò si è fatto sendire per scrivere che ne pensa sulla libertà di stampa.

Di questo che vi ó appena scritto ne potete fare quello che volete. non só se vi serve più per Abbiabbè o se me lo volete pubblicare sul vostro nuovo giornale Ollain. ma in questo caso vi prego di farmene avere quattro o cinque copie perché sono sicuro che forse nelle edicole non riuscirò a trovarle. Per qualsiasi cosa visto che nessuno vi dá aurienza vi prego di considerarmi sempre il vostro miglior amico che mi firmo

Commenta per primo