L’amore ai tempi della Camorra: mente al magistrato per difendere il fidanzato

Maria Venosa, figlia del capo del clan dei Casalesi oggi pentito Raffaele Venosa ha provato fino all’ultimo a difendere il suo fidanzato Giuseppe Verrone detto Peppe a lutamma con cui collaborava nella gestione dell’affare delle piattaforme online. La ragazza aveva seguito il padre nel programma di protezione quando questi decise di collaborare con la giustizia. Per il giudice “è esperta ed af idabile anche per il rapporto familiare che la lega al reggente del clan“. Mary però non ha reso mai dichiarazioni che dimostrano la recisione “definitiva dei rapporto con gli ambienti criminali di provenienza“. Il 29 luglio 2015 quando Raffaele Venosa si pentì, Maria dichiarava davanti ai magistrati di non essere a conoscenza di attività illecite poste in essere da Giuseppe Verrone, all’epoca suo fidanzato e soprattutto di non conoscere la natura dei rapporti di suo padre con Verrone. Fatti poi smentiti dalle intercettazioni dalle quali emerge la conoscenza profonda dell’attività estorsive e dalla conseguente spartizione dei proventi.

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