L’ANGOLO DELLA LETTERATURA – La recensione di ‘Ho bisogno di te’ di Daniela Sacerdoti

“Il giorno più strano e incredibile della mia vita, il giorno che ha cambiato la mia percezione della vita e della morte, iniziò come qualsiasi altro. Mi svegliai nel mondo che avevo sempre conosciuto, e andai a dormire avvolta nel mistero.”.

 

 

Il testo inizia con un Prologo – Persefone, figura mitologica, dea degli inferi e regina dell’oltretomba.

 

“Nel corso della nostra vita ci riempiamo di occupazioni, cercando di ignorare il fatto che un giorno, troppo presto, l’oscurità verrà a prenderci.”

 

Ogni personaggio è ben definito e ha un suo ruolo, una sua posizione, un pensiero.

Si trova da questa o dall’altra parte dell’esistenza.

Ma tutti sembrano intrecciarsi attraverso quel filo che lega da sempre la vita e la morte.

Un romanzo intenso, intriso di sentimenti, di quell’amore che salva, che è sempre presente, anche oltre la vita, pronto a correre in soccorso di chi grida:

Ho bisogno di te.

 

Ho bisogno di te è il romanzo d’esordio di una scrittrice, Daniela Sacerdoti, poco nota nel panorama letterario, ma con un grande talento. Nasce a Napoli, si trasferisce in Inghilterra e successivamente in Scozia. Da fonti autorevoli pare sia pronipote di Carlo Levi.

 

Trama

Eilidh, perde il bambino che aspetta. Il suo matrimonio è già in crisi da molto e lui ha un’altra.

 

Come mia sorella. In questo campo è un’esperta.

Giocavamo a fare le mamme. Poi Katrina ha partorito di nuovo – due gemelle –

Dopo Isabella e Chloe  – e mentre io mi sottoponevo al secondo tentativo di fecondazione in vitro – è arrivata Molly.

<<Se avessi dei bambini, sapresti come mi sento!>>, mi disse mentre piangeva il primo giorno di scuola di Jack.

 

Prima di toccare il fondo Eilidh scrive un biglietto a Tom e ai suoi genitori, entra in macchina e inizia a guidare, senza sapere dove andare.

All’improvviso sente la direzione, certo che lo sa; è dove la parte più profonda e segreta di lei voleva davvero essere: Glen Avich; ci passava le vacanze da bambina, dalla zia Peggy. Ritorno a casa, ritorno alle origini.

È una donna distrutta, delusa, confusa, profondamente provata dai fallimenti, ma forse la vita le stava dando una seconda possibilità?

 

Ho bisogno di te” non è un romanzo banale, non è solo un racconto o una storia d’amore, ma colpisce e lascia il segno per la profondità, la scelta delle parole, la sofferenza e la spiritualità che ne fanno parte.

Le emozioni che questo testo riesce a trasmettere pagine oscillano dalla disperazione all’amore, alla speranza di una nuova vita e di un’altra vita oltre la morte.

Trattare argomenti tanto comuni (dei quali i più parlano con superficialità) e renderli coinvolgenti gettando su di essi una luce nuova è una felice scoperta che il lettore avrà modo di sperimentare.

 

Inventiamo dei rituali per definire ogni circostanza, trasformiamo la vita e la morte in cerimonie, le rendiamo terrene e in qualche modo facili da afferrare, da comprendere.

 

Vidi un’anima senza un corpo, che mi sorrise.

Forse sono ingenua, ma io credo a ciò che mia nonna mi disse tanti anni fa – che l’amore non muore mai e che quello che ci aspetta è l’amore che abbiamo provato quando eravamo vivi. Che al di là della paura e del dolore, quando stiamo per precipitare l’amore viene in nostro soccorso.

Questo è quello che ho imparato, una notte di primavera nei boschi, e da allora non ho più paura.

 

Come tutti i libri, questo romanzo è un percorso, un’esperienza indimenticabile, un tesoro da custodire, per i personaggi che si delineano e prendono forma e parlano e pensano, per i luoghi comuni, sempre superflui,  per la sensibilità, per la superficialità di alcuni personaggi marginali, per le frasi che feriscono, per le verità non dette.

Per l’amore e per tutti i buoni sentimenti, ma soprattutto per la speranza che trova sempre una strada.

di

Giovanna Angelino     http://e-all4you.blogspot.it/

 

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