Lasciate lì quelle piramidi di monnezza

Quella di lunedì 30 maggio è sicuramente una data spartiacque per la storia di questo territorio. Se sarà anche storica, lo scopriremo solo in futuro. Solo chi non ha memoria può dimenticarsi delle promesse tradite. Troppe volte abbiamo assistito a show e passerelle sulla questione rifiuti. Ricordiamo le parole di Bertolaso a Cava Riconta e degli altri commissari straordinari all’emergenza rifiuti, i quali assicuravano che di lì a poco le ecoballe sarebbe sparite e le discariche messe in sicurezza. Ed invece sono lì da 16 anni, e su quella monnezza impacchettata ci ha lucrato la politica, la camorra e lo Stato a tutti i livelli. Lunedì a Lo Spesso era presente il ghota della politica regionale.

E’ stata una. tristezza vedere “politici” sgomitare tra di loro per farsi immortalare in una foto o in un video affianco al governatore De Luca. Peggio di loro solo c’è solo chi festeggiava con torte e bandiere, chi si selfeggiava accanto alle ecoballe e chi, solo fino a qualche mese fa, faceva campagna elettorale a Caldoro e che ora considera De Luca il nuovo Re Mida. Al netto dell’operazione di marketing mediatico a pochi giorni dal voto, il Presidente della Regione si è esposto pubblicamente come non mai. Ha promesso di bonificare entro l’anno tutte le 49 discariche inquinate, spegnere i roghi, effettuare uno screening sui cittadini e realizzare dieci siti di compostaggio. Parole, parole, parole.

La sfida più grande è sicuramente la rimozione delle ecoballe entro il 2019. La mia speranza è che invece quelle piramidi di monnezza restino lì, per sempre. No, non sono pazzo. Sono solo geloso di quel mostro tutto nostro. Durante gli ultimi 16 anni la città di Giugliano ha avuto qualcosa che l’ha resa finalmente famosa in tutto il mondo e  loro che vogliono fare? Cancellarlo? E perché? Almeno dateci prima una spiaggia con un mare da ammirare, senza muri davanti; date una casa a Scipione; date dignità al quel lago a forma di cuore; date un cinema o una sala teatro ai giovani; date spazi verdi ai bambini e cancellate le colate di cemento; date vivibilità e non parvenza di normalità; dateci un tribunale, un mercato della frutta che sia veramente tale, un ospedale che funzioni; dateci strade senza buche, dateci diritti senza dover dire grazie a qualcuno.

Insomma dateci qualcosa prima di prendervi le nostre ecoballe, a cui ci siamo molto affezionati, a tal punto da avanzare tanti dubbi sulla loro rimozione. Sul piano di smaltimento ci sono tanti, troppi punti oscuri e poca trasparenza. Perché tanta fretta di rimuoverle dopo che quelle balle sono rimaste lì per così tanto tempo? Possibile che non ci fossero soluzioni alternative? Preoccupa, e non poco, sentir parlare di cave e cementifici. Guardacaso pochi giorni fa è stato scoperto un grosso traffico di rifiuti illegali nelle cave di Giugliano. Alla fine quella monnezza impacchettata finirà sotto terra, sotto la nosta terra. E chi controllerà i controllori? Cantone? Non basta, non con questo Governo. Ed allora lasciamo da parte i facili trionfalismi e pretendiamo che le operazioni vengano svolte alla luce del sole. Ma soprattutto soprattutto pretendiamo che paghino davvero coloro che quel disastro lo hanno creato, ci hanno lucrato, sporcandosi le mani di sangue e monnezza. Le stesse mani con cui ora si stringono il nodo della cravatta per farsi fotografare affianco al Governatore, incuranti che il colletto bianco potranno anche lavarlo, ma la coscienza sarà sempre sporca. Per sempre.

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