L’incubo dopo il sesso a pagamento, “paga o dico a tutti che sei gay”: arrestato estorsore

A conclusione di un’indagine avviata nel mese di ottobre del 2016, i carabinieri della compagnia di Abano Terme, su provvedimento a firma del gip Cristina Cavaggion, che ha accolto la richiesta del pm Roberto D’Angelo della Procura della Repubblica di Padova, hanno dato esecuzione ad una misura di custodia cautelare in carcere, arrestando S.F., 28enne originario della provincia di Latina, con dimora a Padova, celibe, nullafacente, incensurato, per il reato di estorsione aggravata e continuata.

DAL SESSO A PAGAMENTO ALLE ESTORSIONI. L’attività investigativa, promossa dai militari della stazione di Galzignano Terme, è scaturita dalla denuncia presentata nei mesi scorsi da un giovane impiegato 30enne, esasperato da una situazione divenuta non più tollerabile e dall’ennesima richiesta estorsiva di somme di denaro ricevuta da un suo conoscente. Gli approfondimenti compiuti dai militari dell’Arma hanno pemersso di accertare che la vittima aveva conosciuto S.F. nel gennaio del 2015, e che quest’ultimo, dopo una serie di incontri sessuali a pagamento, aveva iniziato a rivolgerle ulteriori, continue richieste di denaro (ricevendo fino a 5mila euro dal malcapitato), avanzando le più disparate motivazioni e con la promessa di restituire i soldi.

“PAGA O DICO A TUTTI CHE SEI GAY”. Dopo qualche tempo, e precisamente dal momento in cui l’estorto ha manifestato espressamente di non voler più effettuare alcun pagamento, l’arrestato avrebbe iniziato ad affrontare in maniera sempre più aggressiva e ossessiva il ragazzo, soprattutto minacciandolo che avrebbe rivelato a terzi i loro pregressi rapporti. Scosso ed intimorito da queste intimidazioni, il malcapitato ha, quindi, effettuato, a più riprese, versamenti di importo variabile all’estorsore, fino alla somma complessiva di 37mila euro.

UN CENTINAIO DI MESSAGGINI AL GIORNO. Ma le minacce di S.F. non sarebbero finite qui: l’aggressore avrebbe iniziato a tempestare di telefonate il giovane, costretto addirittura ad accendere un mutuo di 10mila euro per fare fronte alle richieste sempre più insistenti dell’estorsore, che in modo soverchiante e tracotante sarebbe arrivato ad inviargli oltre un centinaio di messaggi su Whatsapp al giorno.

IL FALSO PROFILO FB E LE MINACCE DI MORTE. La vittima si è accorta, inoltre, che era stato addirittura creato illegittimamente un suo profilo Facebook sul quale erano state postate pesanti frasi denigratorie con riferimenti al suo orientamento sessuale. Infine, nelle sue più recenti telefonate, S.F. avrebbe indirizzato ulteriori e persistenti minacce di morte alla vittima ed ai suoi genitori.

 

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