Livorno. Parte il Little Bit Theatre Festival inaugurato dalla mostra fotografica “Ninne Nonne” di Giulia Barini

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Il Nuovo Teatro delle Commedia di Livorno ospiterà il progetto fotografico “Ninne Nonne” a cura di Giulia Barini. L’evento aprirà il Little Bit Theatre Festival previsto dal 17 al 27 novembre. Alle 19:30 della prima giornata sarà proiettato il Documentary Short Film “Ninne Nonne” realizzato dall’autrice della mostra fotografica.

È proprio la regista-fotografa a spiegare la genesi del cortometraggio: “Io e nonna eravamo in cucina, avevamo appena finito di mangiare e mi stava raccontando storie di quando era piccola. Rivivevo con lei: il 24 maggio del 1943, giorno del primo bombardamento su Livorno; l’eco nei corridoi di Corinna Cappanera, burbera e magrissima maestra delle scuole elementari; le lunghe corse in bicicletta con Milena per andare a mangiare i fichi nel giardino di Coteto; quando Ezio, mio nonno, si scolò col suocero un’ intera bottiglia di Strega, nell’estate in cui andò per chiederle la mano. Racconti, quindi, filastrocche, proverbi, ricordi di donne che hanno vissuto il secolo del cambiamento, tra guerra e benessere economico, tra miseria e condiscendenza compiaciuta. Figlie, madri, nonne che, tra una lasagna e una torta di mele, ci insegnano ad apprezzare i piccoli gesti che purtroppo questa generazione non è più in grado di percepire. La macchina fotografica, come un’amica silenziosa, entra in punta di piedi nelle loro abitazioni, per carpire i segreti che si celano dietro a quelle storie singhiozzanti, tra mura fatiscenti e suppellettili polverose. Credo fermamente che l’ascolto sia il primo passo per un repentino cambiamento”.

Giulia Barini, nata e cresciuta in Toscana, ha ereditato la passione per la fotografia da suo padre. Laureatasi in Letteratura Teatrale Italiana a Firenze, ha poi deciso di trasferirsi a Bologna dove ha conseguito il Diploma di Laurea Magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una tesi dal titolo: “Minimo in due. La ricerca dell’identità nello specchio narrativo”. Il primo approccio allo strumento è avvenuto nel 2011, anno in cui il mare divenne il soggetto per eccellenza, per un bisogno intransigente di contatto con la natura. Con il trasferimento a Bologna ha spostato l’occhio su nuovi temi: da gente di tutti i giorni come commercianti, artigiani, bambini che giocano per strada, vecchie signore al mercato, a monumenti e vecchi palazzi; da strade e piazze variopinte a personaggi dello spettacolo. L’ultimo lavoro, infatti, le ha permesso di cimentarsi con la fotografia di scena e di operare per la prima volta con una casa di produzione Rai.

Com.Sta.

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