Microcriminalità in aumento a Piazzale Tecchio. A rischio anche i pendolari

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Piazzale Tecchio in balia della microcriminalità. Lo storico piazzale si mostra, alle centinaia di viaggiatori e turisti, diretti quotidianamente ai treni della metropolitana, un indecoroso biglietto da visita, tra piante selvatiche, erbacce incolte, rifiuti abbandonati ovunque, clochard e tossici che vivono ormai stabilmente su ciò che resta delle pan chine vandalizzate del posto, e che al calar delle tenebre dormono regolarmente su cartoni anche sotto i porticati della Facoltà d’Ingegneria e della dirimpettaia stazione Cumana.

Il viale che collega questa con la stazione Campi Flegrei, nonché i viottoli che portano alla stadio San Paolo ed alla Mostra d’Oltremare, inoltre, sono sempre più ritrovo per barboni e tossicodipendenti, vecchie prostitute e malintenzionati; oltre che disseminati di immondizie varie, rami di palme collassate, escrementi ed urina, insomma vespasiani a cielo aperto. Sempre più rari gli spazzini dell’Asia. Cittadini e commercianti della zona, sino a via Diocleziano da un lato e viale Augusto dall’altro, sono costretti grazie soprattutto agli incivili di turno, a pulire da soli i tratti di marciapiede, davanti agli androni dei palazzi e dei negozi.

Poi, la nota più che dolente e critica, divenuta una vera e propria emergenza, quella della microcriminalità e della delinquenza spicciola, il più delle volte impunita. Scoppiano infatti liti furibonde, magari per una sigaretta negata, o violente aggressioni ad autisti dei pullman in stazionamento, per lamentati ritardi nelle partenze. O, ancora, decine di cellulari che vengono scippati quasi ogni giorno agli studenti universitari, ad opera di paranze di predatori “in trasferta” dai vicini insediamenti di Cavalleggeri Aosta, e da extracomunitari clandestini. Degrado e abbandono diventano terreno fertile per la microcriminalità.

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