Polemiche sull’apertura della villetta Makeba. Comitato Civico Cambiamo Mugnano: “L’amministrazione è ipocrita”

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Critiche per le modalità d’apertura della villetta Makeba

“Si è scelto un modello di gestione dei beni comuni arretrato ed escludente, che già nel tempo aveva dimostrato la sua inutilità”

La villa Makeba, realizzata e inaugurata diversi anni fa e lasciata al più totale abbandono per un intero anno, viene ipocritamente re-inaugurata ieri, con tanto di taglio del nastro. Riconsegnata nelle mani di chi, pur gestendola, aveva contribuito allo scempio dell’abbandono e, per questo, era stato diffidato ed invitato a lasciare l’incarico dalla stessa amministrazione che riconsegna loro le chiavi.  Al di là delle foto, dei sorrisi opportunisti e delle maschere di Walt Disney, non è accaduto che questo.  Dietro c’è la miopia, l’approssimazione, il conservatorismo e l’inadeguatezza di una presunta classe dirigente del paese quasi totalmente in quota PD, l’opportunismo delle opposizioni esterne alla maggioranza e la totale inefficacia dell’opposizione interna all’amministrazione.

Si è scelto un modello di gestione dei beni comuni arretrato ed escludente, che già nel tempo aveva dimostrato la sua inutilità. In opposizione agli anni in cui, grazie ad una delibera che anticipava quelle di gestione utilizzate dal comune di Napoli in riferimento ai beni comuni cittadini, la villetta rappresentava un luogo di aggregazione e partecipazione concreta, grazie alle iniziative politico socio-culturali nate dallo scambio mutualistico dei cittadini che la attraversavano.

Gli alti oneri economici che ha dovuto garantire chi ha partecipato al bando (una sola associazione, non a caso) sono il principio escludente di chi non ha alle spalle gruppi economici che foraggiano e segnano la strada della gestione dei beni comuni sotto il nome di “privatizzazione”. In tempi di spending review e tagli agli enti locali non si è riusciti a mettere in campo nient’altro che le ricette indicate dalla BCE, dal FMI, dalle agenzie di rating e si gioisce del nulla politico-amministrativo, con la silente ed opportunistica compiacenza di chi non può permettersi di criticare per non perdere le proprie opportunità. In un paese dalla memoria corta, in cui gli stessi che si battevano per la difesa dei beni comuni oggi stringono la mano a chi invece, i beni comuni, li ha sempre attaccati e sfruttati, c’è poco da festeggiare e stare allegri. E noi, dal nostro canto, non possiamo che prendere le distanze da questo triste teatrino di periferia.

Com.Sta. Comitato civico Cambiamo Mugnano

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