Nicholas Green, morto per linfoma il giovane che ricevette il suo cuore. Il bambino americano fu ucciso in un conflitto a fuoco tra camorristi

Era l’ottobre del 1994, un bambino americano era in vacanza in Italia con la sua famiglia, i genitori e la sorellina: restò ucciso in un tentativo di rapina sulla Salerno – Reggio Calabria a soli 7 anni. Si chiamava Nicholas Green, la sua storia commosse il mondo. Anche perchè i genitori decisero di donare il suo cuore e gli altri organi. Sette persone tornarono a vivere grazie alla generosità di Reg e Maggie Green. Ma a 22 anni dal trapianto che gli aveva salvato la vita, è morto Andrea Mongiardo, il giovane romano che ricevette il cuore del piccolo Nicholas in un intervento all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Aveva 37 anni, a ucciderlo è stato un linfoma.

La decisione dei Green, e l’ondata di emozione sollevata dalla loro storia, furono decisive per sviluppare i trapianti in Italia, ma non solo: le donazioni si quadruplicarono, passando da 6,2 per milione di abitanti a 23,1. Andrea allora aveva 15 anni e la sua era una vita segnata dalla malattia: nonostante i tre interventi già subiti, sapeva benissimo che solo un trapianto avrebbe potuto salvarlo dalla malformazione cardiaca con cui era nato. Al momento dell’intervento era in condizioni particolarmente critiche: pesava meno di 30 chili ed era sotto continua osservazione medica. Invece dell’anno di vita che gli avevano dato i medici ne ha avuti altri 22. Vissuti con positività e coraggio, caratteristiche che per chi lo ha conosciuto facevano parte del suo carattere da sempre, anche nei momenti peggiori della malattia. Tre anni dopo il trapianto aveva dichiarato all’Adn Kronos: «Ho incontrato i genitori di Nicholas dopo l’intervento. Oggi scrivo loro ancora, per me è come una seconda famiglia. Nel mio petto batte il cuore del loro figliolo, ed il cuore è il cuore».

Il rapporto fra i Green e l’Italia, iniziato così drammaticamente, non si è mai interrotto: anche di recente papà Reginald è stato nel nostro Paese per incontrare i medici autori dei trapianti degli organi del corpo di suo figlio. «Dalla morte di Nicholas non ho mai smesso di parlare a convegni e rilasciare interviste, per spiegare l’importanza di donare gli organi – ha detto – È un modo per continuare a sentirlo ancora vivo». Reginald Green ha scritto due libri: «Il dono di Nicholas», sulla storia del piccolo e della famiglia e «Il dono che guarisce», che racconta storie di trapianti. Sulla vicenda nel 1998 è uscito il film «Il dono di Nicholas» di Robert Markowitz, con Jamie Lee Curtis e Alan Bates.

Commenta per primo