Notte di sangue e di violenza a Napoli: quattro feriti in poco più di tre ore. Ecco cosa è successo

Le notti nere della Napoli violenta. O meglio, quelle color sangue. Quattro feriti in poco più di sole tre ore: è l’ultimo bilancio di una nottata all’insegna della violenza in città. Ogni episodio ha la sua storia, slegata dalle altre. Unico comune denominatore resta la barbarie e la prevaricazione. Procediamo con ordine, ricostruendo cronologicamente i singoli fatti.

Ore 23. Via Risorgimento, Pianura. Sono le undici di giovedì sera quando per un futile dissidio scoppia una violentissima lite in famiglia. Un uomo di 61 anni – L.M. – impugna il fucile e spara al figlio, ferendolo alla coscia destra. In ospedale finisce Domenico M., già noto alle forze dell’ordine per avere pregiudizi di legge per estorsione. Sul posto arriva la polizia, mentre l’uomo – ricoverato in ospedale – viene medicato: per lui la prognosi è di un mese. In breve gli investigatori risalgono al padre, che viene denunciato in stato di libertàper lesioni aggravate.

Ore 1,23. Al pronto soccorso dell’ospedale San paolo di Fuorigrotta arriva un’ambulanza: a bordo viene trasportato un ragazzino, ha appena 16 anni. M.S., incensurato, è stato accoltellato da uno sconosciuto alle spalle. Non sa dire, non riesce a dare una mano utile agli agenti del commissariato che l’interrogano. Probabilmente alla base dell’aggressione c’è un tentativo di rapina, anche se non può escludersi altro movente. Il fendente non ha fortunatamente leso il polmone. Ne avrà per dieci giorni. Indagini in corso da parte della Polizia di Stato.

Ore 3,38. Questa volta la scena si sposta verso il centro storico. Zona delle Case Nuove, tristemente nota per essere teatro di vicende di camorra. Ma stavolta, forse, la criminalità organizzata non c’entra, anche se a sparare è una pistola. Ci sarà da svolgere indagini e da approfondire. I fatti indicano che un pregiudicato con precedenti per rapina, Gerardo B., 58 anni, viene avvicinato da una coppia di persone con il volto parzialmente coperto: uno dei due estrae dal giubbotto una pistola calibro 7,65 e preme il grilletto due volte. Uno dei proiettili esplosi centra la gamba sinistra della vittima. Gerardo B. viene trasportato dal 118 al vicino ospedale Loreto Mare. Non riesce a fornire indicazioni utili a risalire agli aggressori. Storia che si ripete, tra omertà e paura. Indagini in corso.

Ore 3,45. Nella notte di Napoli c’è anche chi lavora. È il caso di Antonio M., 34enne incensurato, che per portare a casa un po’ di soldi si alza a notte fonda. Fa il fruttivendolo, e a quell’ora – come sempre – sale a bordo del furgone per andare a rifornirsi al mercato ortofrutticolo. In via Provinciale viene assalito da un bandito armato che lo vuole rapinare. La vittima accenna a una reazione e per tuta risposta l’aggressore, dopo aver esploso un colpo in aria, lo colpisce alla testa con il calcio della pistola. Il fruttivendolo finisce in ospedale: ha una frattura al cranio, ma se la caverà.

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