Pagine hot, boom di cause nel nome di Tiziana Cantone

Dal gioco all’incubo il passaggio è breve. Si posta una foto, magari piccante, e l’immagine inizia a fare il giro del web. Passa di profilo in profilo, tra gli amici che la rilanciano. Un giro senza fine. Se ne chiede la rimozione ai social network ci si trova di fronte ad un muro di gomma dal momento che accettando le regole della piattaforma dei social, in questo caso Facebook, automaticamente è come se si cedessero i diritti di tutto ciò che si posta e si condivide. Ci si pente ma non sempre si riesce a rimuovere le immagini che vengono inserite a volta a insaputa dei diretti interessati. È il revenge porn, la nuova forma di vendetta che viaggia ora sui social. Coinvolge tutti, adulti e adolescenti senza alcuna distinzione e senza la possibilità concreta di difendersi.

Qualcuno ci prova. Una ragazza di 14 anni, irlandese, che ha visto una sua foto hard comparire a più riprese sulla piattaforma, ha fatto causa al gigante di Zuckerberg. La storia viene raccontata dal Guardian che ha raccolto il parere di una serie di avvocati ed esperti in materia. E sulla scia della ragazza irlandese Facebook potrebbe trovarsi ad affrontare una valanga di cause per la mancata tutela della sicurezza e della privacy e per il materiale offensivo che non viene rimosso. Il caso di Tiziana Cantone, finito in tragedia, ne è un esempio. Ha lottato prima di arrendersi per rimuovere i video che la ritraevano diffusi da persone amiche. Immagini osè che spuntavano ovunque. Un caso che ha fatto il giro del mondo e che, malgrado la sua drammaticità, abbia messo in moto una sorta di rivolta contro Facebook.

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