Patto anti-roghi. Tra i Comuni coinvolti ci sono Casoria, Melito, Afragola, Arzano e Fratta

Hanno scelto di chiamarsi “Comuni in azione” e di cooperare tra loro per prevenire e contrastare il fenomeno dell’abbandono, combustione illecita e sversamento abusivo di rifiuti e materiale inquinante sui rispettivi territori. Sono le dieci città a Nord di Napoli che, su impulso dell’Amministrazione comunale di Casoria, retta dal sindaco Pasquale Fuccio, e con il coordinamento tecnico dell’assessore all’Ambiente Pietro D’Anna, firmeranno presto un ‘intesa di sette punti per mettere in campo una vera e propria task force anti-roghi presso le aree periferiche e dei confini dell’hinterland a settentrione del capoluogo partenopeo.

Già pronto il Protocollo, che vedrà in calce la firma dei sindaci di Afragola, Arzano, Caivano, Cardito, Casalnuovo, Casavatore, Casoria, Frattamaggiore, Melito e Volla. Un documento molto articolato e puntuale che parte dal presupposto che i Comuni debbano adottare “le misure più idonee per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani” per analizzare la situazione specifica dell’area nord, dove “si verificano sovente fenomeni di abbandono, combustione illecita e sversamento abusivo di rifiuti sul territorio riconducibili, in larga misura, a possibili condotte criminali e  alla presenza di Campi Rom”. Di qui la necessità di “adottare  azioni congiunte volte a prevenire e limitare le forme di inquinamento” sul territorio dando vita a “forme di collaborazione e coordinamento” che “consentano di sfruttare al meglio le sinergie derivanti dall’azione congiunta sul territorio”, attraverso “il monitoraggio delle aree maggiormente colpite dal fenomeno”.

Ma cosa significa in concreto e quali saranno le effettive ricadute per i cittadini? “L’impiego sinergico delle forze di polizia municipale a disposizione di ogni comune – si legge nelle premesse del protocollo -, appare la misura più idonea al raggiungimento degli obiettivi di cui all’oggetto”.
“Si rende però necessaria – scrivono ancora i sindaci – la quantificazione delle unità di polizia municipale potenzialmente impiegabili da ciascun comune nell’attività di pattugliamento coordinata e sinergica, negli orari diurni e notturni”. Ecco allora che l’articolo 1 del Protocollo individua le aree sensibili e le modalità per pattugliarle h24, facendo esplicito riferimento ad una intesa da chiudere con la Sma Campania, società regionale che ha tra i suoi compiti il controllo del territorio attraverso la video sorveglianza . L’articolo 2 invece impegna i Comuni a richiedere agli organi competenti la presenza dell’Esercito. L’articolo 3 parla di collaborazione con Enti sovraordinati. L’articolo 4 riguarda le richieste di supporto finanziario. L’articolo 5 e 6 spiegano come dovranno avvenire gli incontri sul tema e le iniziative in materia di comunicazione. Il Protocollo termina con l’articolo 7 che riguarda la pubblicazione e l’entrata in vigore dell’intesa.

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