Pizzo a Qualiano, alla sbarra il boss Paride De Rosa ed il pentito Bruno d’Alterio. Pugno duro della DDA

Si è tenuta stamattina, davanti alla IX Sezione del Tribunale di Napoli, un’udienza del processo a carico di Paride De Rosa, capo dell’omonimo clan di Qualiano. Il ras è alla sbarra per un’estorsione avvenuta nella sua città nell’agosto del 2006. A carico di De Rosa ci sono le dichiarazioni rese da tre collaboratori di giustizia ed il sequestro della consistente somma di 10.000 euro. Al momento del fermo gli imputati giustificarono il possesso di tutto quel danaro riferendo agli inquirenti che si trattasse di danaro affidato dalla madre di D’Alterio Bruno al proprio figlio. All’indomani della sua collaborazione, Bruno D’Alterio vuotò il sacco, fornendo numerose informazioni circa le estorsioni ai danni di un imprenditore e dei suoi figli, nonché soci. Circostanza confermata in dibattimento dalle persone offese. Oggi il Tribunale ha dato la parola alla procura distrettuale antimafia, la quale ha chiesto 15 anni di reclusione per De Rosa e 3 anni per il collaboratore di giustizia Dopo la discussione dell’avvocato Ferrone, il tribunale ha rinviato l’udienza al 24 maggio prossimo, udienza dedicata alla discussione dell’avvocato Dario Vannetiello, unico difensore di De Rosa Paride. Lo stesso difensore pochi mesi orsono ha assistito De Rosa Paride nel processo innanzi alla Corte di Assise di Appello, la quale, in accoglimento delle argomentazioni difensive, ha assolto De Rosa Paride dalla condanna all’ergastolo per gli omicidi di Russo Pasquale e Alderio Armando.

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