Federalismo, antiberlusconismo, Sud: linee programmatiche del Pd, grande contenitore di anime diverse
Si è fatta aspettare parecchio. Un’oretta più del previsto, ma dai vigorosi e continui applausi si comprende che ne è valsa la pena. Al suo arrivo, il primo bacio è stato per il sindaco Gaudieri. Il momento era accompagnato da un silenzio religioso, composto, quasi un timore reverenziale nei confronti della donna politica. Entrata nella Tensostruttura, giovani e anziani hanno voluto fare una foto con l’Onorevole. Lei, cortese e disponibile, ha dato spazio a tutti, ma ha poi preso posto sul palco. La premessa l’ha fatta il sindaco. Ringraziando i presenti tra il pubblico e quelli sul palco, il primo cittadino ha rimarcato la differenza e il valore della propria classe politica definendola la “dignità delle istituzioni”, intesa come baluardo contro la gravità della crisi economica e morale che da troppo tempo attanaglia l’Italia intera. Ma una risposta a tutto questo secondo Gaudieri c’è: è nei parlamentari e nella classe politica del Pd la speranza di “una presenza vigile che costituisca un punto di riferimento”. E’ toccato poi al grande Ex far sentire la propria voce. Raffaele Topo, oggi consigliere regionale, è riuscito ad esprimere il proprio pensiero anche se stravolto da una overdose di applausi. Il tasto dolente, al di là della struttura difficile del partito su cui bisogna ancora lavorare, è la questione della sanità in Campania. “Con 9,3 miliardi si può fare un servizio sanitario regionale!” è la tesi di Topo, fiducioso nel fatto che “una volta trovata la giusta fisionomia, il Pd ha l’energia giusta per il cambiamento”. Gli interventi poi di Domenico Tuccillo, vice segretario regionale del Pd, e Antonio Cuomo hanno concentrato l’attenzione sull’importanza di rilanciare il ruolo della politica e impedire la degenerazione dei partiti, non più organi della collettività ma strumenti ad personam. Simile l’idea di Enzo Amendola, segretario regionale del Pd, che ha parlato del creare “una squadra, una comunità che si metta al servizio della sua gente”. Richiamandosi alla situazione attuale, definendo la maggioranza “un qualcosa che non reggerà più”, Amendola ha ribadito la necessità di costruire di una alternativa di governo, al fine di rendere la Campania “il primo avamposto della pulizia del berlusconismo”. L’On. Salvatore Piccolo, membro della commissione distrettuale antimafia, ha infine posto l’accento sulla voglia di cambiamento che ormai regna in Italia, paese che “vuole un’immagine internazionale autorevole”. E poi è toccato finalmente a lei. Si alza in piedi, ringrazia tutti. Parla di Gaudieri “come uno dei più giovani”, e strappa un sorriso a tutti. Racconta dell’eredità di Topo e il pubblico non le consente di finire. Interrompe per applaudire il grande ex, Topo, ormai nel cuore di tutti i cittadini. Rifacendosi all’aspetto cattolico del Pd di cui è una grande continuatrice, richiama i due valori su cui deve basarsi il Belpaese: libertà e giustizia. Eppure, “nonostante siamo l’ottava potenza del mondo, abbiamo un 30% di giovani disoccupati e un bassissimo tasso di occupazione femminile”. Ma cos’è accaduto all’Italia? Perché è rimasta indietro mentre oggi potenze come la Cina e l’india sono alla ribalta? Secondo la Bindi, la colpa è “delle destre al governo in gran parte dei paesi europei, rivelatisi euroscettici”. Entrando nello specifico, poi, evidenzia che l’Italia “è un paese senza nocchiero”: è la deriva del discorso nell’antiberlusconismo duro e puro, quello secondo il quale il premier e i suoi “non ne hanno azzeccata una”. Ultimo argomento dell’intervento l’arresto dell’On. Papa, “per il quale nessuno del Pd ha gioito”, sebbene rimanga poco chiaro (e questo la Bindi non lo ha spiegato) come mai il Senato abbia negato l'autorizzazione all'arresto per il senatore Tedesco (Pd), indagato e con le stesse accuse dell’On. pidiellino. Concluso il discorso, ci sono stati abbracci, strette di mano, mazzi di fiori. Rosy Bindi a Villaricca ha tenuto un discorso interessante. Si è rivelato valido, attuale, di portata generale. Ma una volta scivolati nell'antiberlusconismo, tutto ha ripreso a essere uguale. La sensazione che si prova è che fin quando non si riuscirà ad uscire da questa vuota trappola, l'odio per il signor B, l'Italia sarà condannata a non rialzarsi.
di GIULIANO RUSSO
Accade spesso che la crescita culturale ed economica di un paese muova i passi da un passato, più o meno recente, che spogliandosi del degrado a cui spesso è soggetto diventa premessa di un nuovo futuro.
Lo scopo del Convegno è quello di dimostrare come un soggetto assistenziale, quale quello del settore Welfare e Politiche Sociali, si sia trasformato in fornitore di servizi, offrendo al cittadino la possibilità di aiuto e un avvio verso un’autodeterminazione utilizzando progetti a medio e lungo termine che esaltano la compartecipazione e la socializzazione.
Salvatore Sestile, presidente dell’Atletico Giugliano, squadra di calcio della nostra città, da quanto tempo si occupa di questo sport?
«Da tantissimo tempo. Sono un ex calciatore e quindi sono vicino a questa disciplina da quando sono nato, da quando ero bambino. Nel 94 poi ho creato l’associazione Atletico Giugliano. È nato tutto per scherzo e per passione. Da li in poi abbiamo avuto diverse esperienze nel settore».