Pregiudicati scomparsi nel nulla, l’ombra degli Scissionisti. Erano vicini al ras Caiazza. Trovata l’auto

C’è una piccola novità sul caso delle due persone scomparse di Casoria e Mugnano. E’ stata infatti rinvenuta l’auto sulla quale viaggiavano Luigi Ferrara, 43 anni, di Casoria, e Luigi Rusciano, 53 anni, di Mugnano, scomparsi nel nulla e, secondo gli investigatori, casi di lupara bianca. La Fiat Idea è stata trovata nel rione Salicelle, era parcheggiata a bordo strada. La Scientifica ha avviato i rilievi del caso per accertare la presenza di indizi utili all’interno dell’abitacolo. Pare che siano state ritrovate tracce ematiche. Delle due persone non c’è nessuna notizia? Hanno deciso di sparire dalla circolazione perchè si sentivano in pericolo o sono stati fatti sparire? Le forze dell’ordine stanno indagando.
Dai primi accertamenti pare che i due scomparsi abbiano collegamenti con Pietro Caiazza, ras degli Scissionisti arrestato pochi giorni fa insieme ad altri soggetti del clan Amato-Pagano. Caiazza aveva il suo quartier generale proprio nel rione Salicelle di Afragola, ma per breve tempo avrebbe gestito la droga anche nell’area a nord di Napoli.

Negli ultimi mesi per il controllo del territorio di Melito era sorto all’interno degli Amato-Pagano un vero e proprio scontro. I protagonisti erano Ciro Mauriello, detto ‘O Cir, e Pietro Caiazza, alias ‘zì Pierino’. L’allontanamento di Caiazza dalla piazza di Melito e l’affidamento a Mauriello degli affari melitesi e non solo ha causato già nello scorso mese di maggio diversi dissidi tra i due e lo stesso Caiazza fu raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco mentre era in compagnia di sua moglie. Un episodio che fece spargere la voce che dietro all’accaduto si nascondesse lo stesso Mauriello; voci che resero necessario un incontro tra ‘o Cir e il figlio di Caiazza per mettere a tacere queste voci. Nel corso dell’incontro, secondo quanto si apprende dalle intercettazioni, Mauriello non nascondeva la poca stima nei confronti di “Zi Pierino”.
La poca stima di Mauriello verso Caiazza è dimostrata anche da un’altra intercettazione in cui l’uomo che si è dichiarato responsabile dell’omicidio che ha dato il via alla prima faida di camorra diceva dichiarava apertamente la propria volontà di uccidere Pietro, laddove avesse avuto l’autorizzazione di Rosaria Pagano, ma di essere disposto a lavorarci ancora insieme se avesse iniziato a comportarsi in un modo diverso, impegnandosi con la Pagano. Una intercettazione che rimarca ulteriormente la centralità della figura di Rosaria Pagano, considerata ‘giudice supremo’ e garanzia per gli affari del clan.

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