Il prof. Iodice: “Elezioni, il M5S unico a poter esultare. Il referendum non sia un voto pro o contro Renzi”

Le recenti elezioni amministrative produrranno prevedibilmente effetti di lunga durata, soprattutto per gli sconfitti. Chi ha perso? Il Partito Democratico, ovviamente, che è stato sconfitto nella prima città italiana per abitanti (Roma), nella terza (Napoli), nella quarta (Torino, assolutamente a sorpresa), mentre ha vinto di poco nella seconda, tenendosi Milano. Ha perso il centro-destra, sconfitto già in partenza laddove – non pochi casi – si presentava diviso e dilaniato da aspre polemiche. Ha perso la sinistra radicale, in pratica sparita non solo dal contesto elettorale, ma anche dal dibattito politico e dalla presenza nel mondo del lavoro: non viene pienamente compreso che l’assenza di una sinistra radicale, ma non estremista, euro-critica ma non distruttiva, inibisce al dibattito democratico una parte importante della cittadinanza, che rischia di finire tra le braccia del populismo anti-euro. Ha perso, a ben vedere, anche la partecipazione democratica, ridotta a un drappello di volenterosi. Nei ballottaggi il tasso di affluenza è diminuito ovunque: per quanto ciò sia comprensibile, diventa inaccettabile quando viene eletto un sindaco che rappresenta una parte minoritaria dell’elettorato. A Napoli meno del 36% degli aventi diritto si è presentato alle urne nel ballottaggio, ma già il 54% di partecipazione nel primo turno non rappresentava un dato entusiasmante: c’è una porzione di napoletani, numerosa come gli abitanti dell’Islanda, che non si è sentita rappresentata, ma che merita comunque una risposta, non solo in funzione dell’ottenimento del consenso. De Magistris è stato nuovamente eletto sindaco, confermando la tendenza cittadina a concedere un secondo mandato e ha giustamente festeggiato, per quanto in maniera non proprio sobria, ma tant’è. Lo attende un compito molto difficile, sintetizzabile nella necessità di favorire il dialogo cittadino, non solo con il governo nazionale – spesso vilipeso in funzione propagandistica – ma anche tra i militanti arancioni e quelli di centro-destra, acerrimi avversari anche nel giorno del ballottaggio, davanti ai seggi. La città di Napoli, all’alba di una stagione decisiva per il suo futuro nel medio periodo, non si può permettere divisioni e contrasti, al di là di quelli che animano il dibattito democratico e ne costituiscono l’ultima essenza: de Magistris ricordi come al ballottaggio di cinque anni ottenne 80mila voti in più. Evidentemente, al di là del chiaro successo in termini percentuali, i voti assoluti indicano un consenso meno ampio di quanto appaia. La sua maggiore disponibilità – almeno in apparenza – nei confronti del premier Renzi lascia ben sperare per il futuro.

I ballottaggi dello scorso 19 giugno hanno disegnato la palese affermazione dei Cinque Stelle, che sembrano scatenarsi nel secondo turno elettorale come i tori quando vedono il colore rosso: se ancora nel recente passato le elezioni locali costituivano un duro banco di prova per il Movimento che non poteva spendere, in quei contesti, il nome di Beppe Grillo, adesso i pentastellati si pongono come vera struttura politica nazionale, persino radicata localmente. Non sono stati in tanti, però, a sottolineare un’altra innovazione legata alla duplice vittoria di Roma e Torino: entrambe queste città avranno un sindaco donna, alla pari, ad esempio, di Parigi e Madrid. In momenti di crisi, quindi, ci affidiamo alla saggezza e alla preparazione delle donne, nella speranza che la loro forza generatrice restituisca dignità e legalità alla politica. La Appendino e la Raggi sono donne e sono anche giovani, incredibilmente giovani, per i canoni della classe dirigente italiana: quel video che gira in Rete, in cui pochi anni fa la Raggi era impegnata a raccogliere le firme per i Cinque Stelle come semplice militante, produce in noi osservatori un misto di tenerezza e di preoccupazione. ‘Virginia’ – come preferisce essere chiamata la neosindaco – avrà l’esperienza e il carisma per guidare una città come Roma, ormai in profonda crisi? La vicenda della giovane attivista che si trova, nel giro di pochi anni, a guidare la Capitale appare come una bella fiaba oppure la sceneggiatura di un film americano, ma deve anche far riflettere sul perché siano saltati tutti i parametri con cui prima veniva scelto il personale politico. Ci sembra doveroso spendere due parole per il sindaco uscente di Torino, Piero Fassino, sorprendentemente sconfitto al ballottaggio: la signorilità con cui ha accolto la mancata conferma, accettando il verdetto delle urne, senza prestare il fianco ad accuse o complotti, è merce rara, in questi tempi isterici, e conferma ancora una volta la statura politica dell’ex sindaco ed ex rappresentante della Torino operaia. Speriamo che i torinesi non lo debbano rimpiangere.

Mentre scriviamo queste poche note apprendiamo che la Gran Bretagna ha scelto di lasciare l’Unione Europea: un risultato a lungo temuto, che rischia di avere pesanti ripercussioni sul progetto europeista e che consegna al premier britannico un Paese sostanzialmente diviso, con scozzesi e nordirlandesi intenzionati a mantenere saldi i rapporti con Bruxelles. Tra pochi mesi anche noi andremo a votare per un referendum, al quale viene data una ingiustificata lettura “interna”, pro o contro Renzi: in pochi entrano effettivamente nel merito della riforma costituzionale. Avremo modo di tornare su questo argomento, intanto ricordiamo come la modifica del bicameralismo perfetto, la considerevole diminuzione nel numero di senatori, la semplificazione dell’iter legislativo, la “restituzione” allo Stato del compito di definire le infrastrutture strategiche e le grandi reti di trasporto (evidentemente insostenibili per le nostre Regioni) va incontro alle richieste avanzate, nel corso del tempo, dalla società civile, non certo da qualche burocrate di Bruxelles. La speranza è che l’elettorato entri nel merito della riforma costituzionale e non la intenda, invece, come un plebiscito pro o contro Renzi. I governi, infatti, passano, la Costituzione resta!

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