Pugno duro contro i furbetti della PA: “Licenziato subito chi sbaglia, la pacchia è finita”

La sintesi fatta da Matteo Renzi è che i furbetti del cartellino saranno licenziati in modo «cattivo ma giusto». Insomma, ha aggiunto il premier, «la pacchia è finita». La sostanza l’ha invece spiegata il ministro della funzione pubblica Marianna Madia, annunciando il «licenziamento in tronco di chi viene preso a truffare sulla presenza in un ufficio pubblico. Entro 48 ore», ha aggiunto il ministro, «parte la sospensione e il licenziamento avviene entro un mese». Il decreto approvato ieri con il quale le amministrazioni pubbliche potranno mettere alla porta senza troppi ostacoli gli assenteisti colti in flagranza, fa parte di un pacchetto di cinque provvedimenti di riforma della Pubblica amministrazione che hanno passato il vaglio del consiglio dei ministri. Altre due norme fortemente volute dal governo hanno concluso l’iter e, una volta pubblicate in Gazzetta Ufficiale, saranno definitivamente legge dello Stato. Si tratta della nuova Scia, la segnalazione certificata di inizio attività, e della riforma della Conferenza dei servizi. Quest’ultima, ha ricordato lo stesso Renzi, è stata uno dei suo mantra fin dalla corsa per le primarie, quando aveva definito la procedura come una «terapia di gruppo». Il ministro Madia ha aggiunto che oggi ci sono casi in cui le Conferenze di servizio, dei tavoli costituiti da diverse amministrazioni dello Stato e che devono autorizzare la costruzione di opere o l’avvio di attività, possono durare anche otto o nove anni. Con la riforma le amministrazioni che partecipano alla Conferenza, saranno obbligate a dire «sì» oppure «no» al progetto in un tempo certo, al massimo cinque mesi. Per i casi più semplici, il tavolo potrà anche essere virtuale, con riunioni on line, e dovrà dare il suo parere entro 45 giorni, 90 se ci sono in gioco interessi sensibili come il diritto alla salute. L’altra novità è che ogni livello dell’amministrazione potrà partecipare con un solo rappresentante.

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