Regione Campania. Proposta di legge del M5S: “Recuperiamo i farmaci inutilizzati”

Recuperare i farmaci inutilizzati. E’ questo lo scopo della proposta di legge del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale della Campania, a prima firma del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Vincenzo Viglione, membro della Commissione Sanità, già depositata e inviata alle Commissioni competenti.  “Oltre alla tutela della salute e l’attenzione alla solidarietà sociale e socio-assistenziale – spiega Viglione – la legge che andiamo a proporre ha alla base un ragionamento di tipo economico legato al recupero e al riutilizzo di farmaci inutilizzati il cui obiettivo è il contenimento della spesa farmaceutica regionale che in Campania, secondo il rapporto dell’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali, nel corso dei primi nove mesi del 2015, ha fatto registrare valori pro capite di oltre 167 euro, ben al di sopra della media nazionale pari a circa 134 euro”.

“La norma propone – continua – interventi finalizzati al recupero, al reimpiego e alla donazione dei medicinali inutilizzati in corso di validità, da parte di Asl, Rsa, e da parte di organizzazioni non lucrative impegnate nell’assistenza domiciliare, possibilità prevista e introdotta da due diverse Direttive europee del 2001 e del 2003, affidando successivamente alla Giunta regionale il compito di provvedere a definire le caratteristiche dei medicinali idonei alla raccolta, le condizioni e gli ambiti di raccolta e quelle per la donazione e la redistribuzione”.

“Abbiamo pensato di introdurre un sistema informativo regionale sui medicinali inutilizzati, denominato Sirmi, – sottolinea – come strumento di monitoraggio e gestione dei flussi informativi relativi ai farmaci inutilizzati, i cui dati una pubblicati su apposita piattaforma web all’interno del sito istituzionale della Regione, potranno essere consultati da chiunque”.  “Infine, parliamo di una legge che ha un valore specifico notevole – conclude Viglione – non solo in relazione al tema del contenimento della spesa farmaceutica, ma anche a quello dello smaltimento dei farmaci che in assenza di recupero arrivano a scadenza e quindi da trattare come rifiuto, e anche a potenziali fenomeni di mercato sommerso”.

 

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