Salta sulla neve e si schianta su una pietra: 14enne morto

Tommaso Martinolich aveva solo 14 anni quando è morto sotto gli occhi dei genitori, mentre stava sciando a Claviere (Torino). Era il 4 gennaio del 2015: il giovane subì un trauma facciale con conseguente frattura della base cranica dopo essere precipitato in un canalone. Una tragedia che ha portato la Procura di Torino ha chiedere il rinvio a giudizio di tre responsabili della Sestrieres Spa, la società che gestisce gli impianti della Vialattea, evidenziando come il giorno dopo la morte di Tommaso, un maestro di sci, Luigino Cena, si infortunò gravemente nello stesso punto.
L’udienza preliminare riguarderà il presidente  della Sestrieres spa, Giovanni Brasso, il direttore tecnico Vittorio Salusso e l’amministratore delegato Alessandro Perron Cabus (assistiti dagli avvocati Giovanni Lageard, Roberto Macchia e Alberto Savatteri). I familiari di Martinolich sono “persone offese” con l’avvocato Mauro Anetrini, Cena con l’avvocato Massimo Bonazzi. Secondo quanto rilevato dal pm Alessandro Aghemo, i gestori degli impianti devono andare a processo perché nell’ambito del piano di manutenzione, venne eseguita una biforcazione ma non vennero segnalati in modo adeguato il bordo della pista 100 (percorsa dai due sciatori) e la presenza del canalone. I familiari di Martinolich sono “persone offese” con l’avvocato Mauro Anetrini, Cena con l’avvocato Massimo Bonazzi.

L’incidente nel quale Tommaso perse la vita era avvenuto verso le tre del pomeriggio di due anni fa, come detto. Il giovane stava sciando assieme ai familiari, quando aveva deciso di staccarsi dal gruppetto per fare qualche salto. È possibile che la neve ghiacciata gli fece prendere velocità e perdere il controllo degli sci, che sono andati distrutti nell’urto. Indossava il casco, ma questo servì a salvargli la vita. Sul posto arrivò immediatamente il 118, dopo i primi soccorsi dei genitori e degli addetti alle piste. Le condizioni dell’adolescente erano disperate. Troppo lontano l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, l’elicottero aveva portato alla più vicina struttura di Pinerolo, dove i medici del pronto soccorso purtroppo non erano riusciti a salvarlo.

 

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