Sant’Antimo. Inaugurato l’anno scolastico in villa comunale

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In occasione dell’ap Benvenuti a tutti, e un saluto speciale a voi alunni, poiché siete i veri protagonisti di questo evento fortemente voluto nell’ ambito delle manifestazioni tese a celebrare i 1200 anni della nostra città.Con particolare affetto, stima e fiducia saluto anche tutti gli insegnanti che sono le fondamenta e i muri maestri della nostra scuola santantimese di ogni ordine e grado. Parimenti saluto i dirigenti scolastici e tutte le famiglie che sono intervenute a questa manifestazione per l’apertura dell’anno scolastico 2016-2017. L’inizio della scuola, che in autunno ci appare come un appuntamento ripetitivo e sempre uguale, in realtà, si presenta ogni anno in forma nuova e in maniera inedita.

La scuola che è ripresa in questi giorni è diversa perché noi siamo diversi. Siamo cresciuti e siamo diventati un po’ più adulti. In questo nostro crescere continuo e ineluttabile, auguro a tutti voi un anno ricco di piacere. Immagino che qualcuno sorriderà all’accostamento avvio della scuola e piacere. In fondo, la nostra è scuola dell’obbligo, e il fiore del piacere non spunta in un giardino spinato dagli impegni e dai doveri. Del resto, potrebbe lo studio davvero diventare un piacere? Io credo di sì se amiamo ciò che facciamo.

Agostino di Ippona, con eleganza e brevità, ha affermato che “nutre l’anima solo ciò che la rallegra”. Potremmo dire che nutre, arricchisce, feconda il cuore solo ciò che piace. Piace e dà gioia la conquista che ci scuote con il brivido della scoperta, che ci costringe a uscire da un mondo che conosciamo già, che sembra facile e rassicurante, e alla lunga ci imprigiona. Se pertanto quello scolastico, come del resto ogni altro tipo di studio che ci prepara alla vita e nella vita, ha l’ambizione di diventare fruttuoso, allora sarà necessario che ci rallegri: che ci regali piacere.

Vi invito, inoltre, a essere curiosi, a vivere quella che gli antichi romani chiamavano “curiositas”, perché essa aiuta l’uomo, come testimonia la storia, a evolversi e a progredire. Il sommo Dante ha scritto: “Considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. La vera natura dell’uomo, infatti, non è quella animale, ma quella interiore e intellettuale. Il coraggio della conoscenza, dietro la spinta della curiosità rende la vita più saporita, più stimolante, più degna di essere vissuta.Ecco uno dei motivi perché frequentiamo la scuola: per alimentare la curiosità, per trovare motivazioni, per imparare a costruirci il nostro mondo di valori, in definitiva per cercare quella che chiamiamo “felicità”.

Miei cari studenti, abbiate il coraggio di progettare la vostra vita e di avere cura del tempo vi è dato. Sappiatelo usare bene: a scuola con i compagni, con i vostri insegnanti e con tutte le persone che formano questa grande comunità. Non sprecatelo! Chiedete ai vostri genitori di condividere le vostre curiosità, le vostre scelte, il vostro studio, la vostra vita. In altri termini siate protagonisti e non spettatori passivi di un miglioramento che molti auspicano senza scorciarsi mai le maniche, mettetevi sempre in discussione e, come noi grandi spesso sosteniamo, all’occorrenza “scendete in campo attivamente” e concorrete ,con le vostre immense capacità e valori, al miglioramento della nostra comunità perché la verità è una sola:  quando il sole della cultura è basso i nani hanno l’aspetto dei giganti !(Karl Kraus)

Imparate quindi a valorizzare la scuola in cui trascorrete alcuni dei migliori anni della vostra vita. Valorizzare la scuola significa promuovere cultura, educazione, formazione, favorire coesione sociale e democrazia, capitale umano e occupazione, a beneficio vostro e dell’intera comunità.

La scuola santantimese ha molti lati positivi da mostrare. È ricca di esperienze significative; è un luogo di elaborazione e di trasmissione della cultura e della conoscenza, è un ambiente educativo dove voi studenti crescete con la guida appassionata dei loro insegnanti; è un luogo di confronto vivace, di partecipazione e di innovazione, intenta ogni giorno a spendere le proprie energie a favore della crescita positiva dei nostri studenti.

A voi giovani carissimi, cui spesso è proposto di essere attori di un copione scritto da altri, auspico un ritorno a quella che gli antichi greci chiamavano “l’arte del vivere” che, fondamentalmente, consiste nel riconoscer le proprie capacità – e voi sì che ne avete tante! – per vederle fiorire secondo misura.

A voi tutti, docenti, affido, come Assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura di questa grande città, questi nostri alunni ben conoscendo quale fatica sia il vostro compito di educatori in un mondo che continuamente cambia. Sostenendovi con la mia stima e ammirazione, mi piace proporvi, quale mio modesto contributo alla vostra sapiente azione educativa, una massima di Marco Fabio Quintiliano, che di certo voi già ben conoscete. Una massima carica di tanta suggestione: “I giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere”.

Ai genitori rivolgo un invito particolare: aiutate i vostri figli a leggere la realtà con senso critico e autonomia di pensiero, a decidere in modo consapevole, ad assumersi le proprie piccole o grandi responsabilità di ogni giorno, ad accompagnarli nel percorso di studi ricercando e promuovendo sempre la collaborazione con gli insegnanti, mettendo in pratica quel patto educativo di corresponsabilità che favorisce la crescita dei ragazzi nel rispetto delle differenze di ciascuno, delle vostre scelte educative e del ruolo formativo della scuola.

Il mio augurio, a tutti voi, in quest’anno in cui celebriamo i 1200 della nostra comunità, è che possiate vivere un’esperienza avvincente. Che possiate diventare costruttori di bellezza, di saperi e di pace per questa città in cui vivete e crescete. Di diventare cittadini attivi e consapevoli del loro futuro e soprattutto del loro ruolo per una Sant’Antimo moderna in cui si sviluppi sempre più una società accogliente, inclusiva e interculturale, in altri termini “protagonista”. Cittadini legati fortemente alla storia e alle tradizioni della nostra terra, ma anche proiettati in una dimensione globale. Anche perché, quando lo studio non diventa un piacere, difficilmente si metabolizza in nutrimento: ogni nozione che non si ‘impasta’ con la vita, diventa qualcosa che si può dimenticare senza rimpianto. Certo, la scuola si trova oggi a intercettare una sfida molto ardua, che riguarda la sua stessa identità e i suoi obiettivi. Essa, infatti, ha il compito di trasmettere il patrimonio culturale elaborato nel passato, aiutare a leggere il presente, far acquisire le competenze per costruire il futuro, concorrere, mediante lo studio e la formazione di una coscienza critica, alla formazione del cittadino che cerchi prima di tutto la crescita del bene comune. Per questo non basta dare istruzioni sul “come fare”; occorre aiutare nella ricerca del senso della vita e nella formazione del “chi essere”.

Con questi pensieri nel cuore, auguro a voi, amici, un anno scolastico ricco di grandi insegnamenti e di scoperte appassionanti, e a tutta la nostra Città di saper stare accanto a voi, ai vostri insegnanti e a ogni famiglia.

 

Com. Sta. Assessore all’Istruzione Corrado Chiariello

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