Suona il citofono: «Chiara è morta». Il papà: non aveva motivo di correre

«Alle 6.30 ero già in piedi, dovevo accompagnare la sorella di Chiara alla fermata dell’autobus per andare a scuola, dopo mezz’ora quacuno ha suonato al campanello di casa. Non aspettavamo nessuno a quell’ora del mattino, eravamo pronti per uscire». Ma alle 7 di ieri davanti al cancello di casa il papà Stefano Bonetto si è trovato davanti due carabinieri. E quella che fino a quel momento era cominciata come una normalissima giornata, fatta di impegni e routine, si è offuscata in un istante. Negli occhi dei genitori, papà Stefano e mamma Bertilla, e della sorella diciannovenne è sceso il buio, e nel cuore si è fatto strada il più terribile dei dolori: Chiara non era a casa, Chiara non aveva dormito da una sua amica, come spesso le capitava di fare quando faceva tardi. Chiara era morta in un incidente stradale. «Mi hanno detto che correva – racconta il papà – ma non aveva alcun motivo di farlo. Oggi (ieri, ndr) non doveva lavorare, era di riposo dal suo turno al McDonald’s di Rubano»

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