Tariffe Rc auto in picchiata al Sud, record per la Campania

La crescente diffusione della scatola nera tra i motivi di questo "storico" cambio di tendenza

E infine i sospirati sconti sono arrivati. Le tariffe Rc auto nel 2016 hanno ingranato decisamente la retromarcia, soprattutto nel Sud Italia. Lo registra l’Ivass nel bollettino statistico che esamina le tariffe in tutta Italia nel primo semestre del 2016.

Rispetto a un anno fa, i listini in Italia per la polizza Rca obbligatoria sono scesi in media del 6,4%. Stavolta è nel Mezzogiorno (dove si partiva da prezzi più elevati) a registrare la contrazione più consistente. In Campania lo sconto medio a metà 2016 rispetto a un anno prima è del 10,5%. Le tariffe scendono in particolare a Napoli (-11,1%), Caserta (-10,3%), Salerno (-10,3%), Brindisi (-12,9%), Barletta (-11,5%), Taranto (-12,6%). Per un confronto con altre aree territoriali, a Milano i listini si sono ridotti del 5%, a Roma del 6,8% e a Firenze dell’1,5%.

La variazioni di prezzo, tutte in discesa ma più marcate nel Mezzogiorno, attenuano ma non cancellano i divari territoriali. Il costo medio per una polizza (considerando la spesa finale per l’automobilista) a Napoli resta il più cara d’Italia con 646 euro, contro i 488 di Roma, i 404 di Milano e i 423 di Torino. In una provincia a media densità di traffico come Caserta si pagano 563 euro rispetto ai 374 di Brescia.

In ogni caso, i prezzi sono in sensibile discesa nel Mezzogiorno. I fenomeno, nel rapporto dell’Ivass, è spiegato con la crescente diffusione della scatola nera, cioè del dispositivo che consente registrare i dati relativi ai sinistri accertando le responsabilità. Anche se la legge che dà valore testimoniale alle scatole nere ancora non è approvata, gli effetti sulle tariffe sono evidenti. La scatola nera, peraltro, è stata resa per la prima volta obbligatoria in un contratto proprio a Npoli, con la convenzione Rca Napoli Virtuosa avviata dal Comune nel 2012 e ancora attiva per i residenti in regola con gli adempimenti fiscali.

Ormai i contratti con black box a metà 2016 sono il 45,2% a Napoli (erano il 36,9% l’anno precedente) e addirittura il 47,5% a Caserta (42,8% a metà 2015) la quale è la provincia d’Italia dove sono più diffusi i controlli satellitari. Ci sono invece province del Nord nelle quali veder circolare una vettura con scatola nera è un’eccezione: la provincia più refrattaria è Rovigo con appena il 4,6% di auto monitorate dal satellite. In media in Italia, rileva sempre l’Ivass, il 16,2% dei contratti stipulati nel secondo trimestre del 2016 contiene clausole legate alla scatola nera.

IL MATTINO

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