Tra le cause, il fallimento della gestione del servizio di igiene urbana e il conseguente avvicendarsi di cinque ditte negli ultimi sei mesi
Nata e poi abortita. Sono crollate in due mesi le percentuali di raccolta differenziata. Da quel 30%, raggiunto con grande fatica alla fine dello scorso gennaio, che ha consentito al Comune di evitare il commissariamento così come previsto dalla legge, si è passati ad uno scarso 10%. Le cause vanno individuate soprattutto nel fallimento della gestione del servizio di igiene urbana. Il viavai di ditte, cinque negli ultimi sei mesi, non ha consentito l’organizzazione di un servizio efficiente. Piccoli passi in avanti erano stati fatti con la San.Eco, grazie alla quale, nonostante tantissimi problemi, si era riuscito ad avviare il porta a porta in alcuni quartieri del centro storico e della fascia costiera. I cittadini si erano visti recapitare a casa dagli operatori kit, buste e il calendario con i materiali da conferire, giorni e orari. Sembrava l’avvio di un servizio ‘normale’ in una città dove di cose normali ce ne sono ben poche. Ed in effetti la raccolta differenziata per ora resta solo un miraggio se non un sogno. Con l’addio della San.Eco, per questioni oggi ancora da chiarire, non solo è stato sospeso il servizio porta a porta in gran parte della città, ma sono state anche chiuse i punti ecologici, diventate vere e proprie discariche a cielo aperto. Lo spiazzo in via Antica Giardini è oramai un ricettacolo di rifiuti, così come quello in via Ripuaria. A Casacelle, sulla fascia costiera, in via Oasi del Sacro Cuore e via Sant’Anna gruppi di cittadini si sono organizzati in ronde di controllo per evitare gli sversamenti abusivi e i roghi di rifiuti tossici. Sospeso anche il servizio di ritiro dei materiali ingombranti. A far peggiorare la già precaria situazione, i problemi relativi al passaggio di cantiere tra le ditte. Secondo i sindacati, agli operai non sono state riconosciute alcune spettanze, tra cui trattamento di fine rapporto, tredicesima, quattordicesima, indennità e quinto dello stipendio. È scattata così la diffida al Comune e lo stato di agitazione degli operatori. Inoltre è stata chiesta l’istituzione di una commisione superpartes per vigilare sulla corretta gestione del servizio presente, svolto dalla Senesi, e su quello svolto dalla vecchia ditta, servizio che vede dipendenti superpagati ed altri che da anni non hanno mai avuto un miglioramento economico.
Un’emergenza nell’emergenza, dunque. Problemi che l’amministrazione comunale ha promesso di risolvere in tempi brevi. Molti giuglianesi lasceranno la città per le vacanze sperando di poter respirare, al ritorno, un’aria nuova, possibilmente non inquinata.
di ANTONIO MANGIONE
Accade spesso che la crescita culturale ed economica di un paese muova i passi da un passato, più o meno recente, che spogliandosi del degrado a cui spesso è soggetto diventa premessa di un nuovo futuro.
Lo scopo del Convegno è quello di dimostrare come un soggetto assistenziale, quale quello del settore Welfare e Politiche Sociali, si sia trasformato in fornitore di servizi, offrendo al cittadino la possibilità di aiuto e un avvio verso un’autodeterminazione utilizzando progetti a medio e lungo termine che esaltano la compartecipazione e la socializzazione.
Salvatore Sestile, presidente dell’Atletico Giugliano, squadra di calcio della nostra città, da quanto tempo si occupa di questo sport?
«Da tantissimo tempo. Sono un ex calciatore e quindi sono vicino a questa disciplina da quando sono nato, da quando ero bambino. Nel 94 poi ho creato l’associazione Atletico Giugliano. È nato tutto per scherzo e per passione. Da li in poi abbiamo avuto diverse esperienze nel settore».