Trasforma la sua casa in un lager. Si uccide asfissiato dal gas insieme a moglie e figli

gas-uccide-moglie-figli

Quando costruì quella casa sognava un futuro radioso da vivere insieme alla moglie e ai figli. Non sapeva che 11 anni dopo si sarebbe sentito così disperato da decidere di trasformare quella stessa casa in una trappola infernale destinata a diventare la tomba di tutta la sua famiglia, lui compreso. Fernando Manrique, 44enne ingegnere di successo sull’orlo del divorzio e con due bambini autistici, ha passato le ultime settimane a elaborare una rete di tubazioni nascoste che gli permettessero di adottare la “soluzione finale” per mettere fine a tutti i suoi problemi: se quella casa di Davidson, in Australia, non poteva essere il nido felice che aveva sognato, lui, con l’ultima opera d’ingegneria della sua vita, l’avrebbe trasformata in una camera a gas.

Fernando, originario della Colombia, era conosciuto da tutti i vicini come un uomo sorridente e un padre amorevole. Nessuno sospettava che fosse agitato da un’angoscia tale da portarlo a uccidersi insieme alle persone che amava di più. Se abbia agito da solo o d’accordo con la moglie, la 43enne Maria Claudia Lutz, non lo saprà mai nessuno. Certo è che i vicini ricordano Maria Claudia come una donna che da tanto tempo aveva lo sguardo triste di una persona che vive nel dolore. La coppia era sull’orlo del divorzio: a mandare in crisi il rapporto erano state soprattutto le difficoltà nel crescere i due figli, Elissa di 11 anni e Martin di 10, entrambi affetti da una forma grave di autismo.

Martedì la polizia, allertata dalla St Lucy’s Catholic School che non aveva visto arrivare i bimbi e non riusciva a mettersi in contatto con la famiglia, è arrivata in casa Manrique: erano tutti morti soffocati. Maria Claudia era in una stanza con la figlia Elissa, mentre Martin e Fernando erano da soli in altre due stanze. Morto insieme a loro anche il cane della famiglia. I risultati delle autopsie devono ancora arrivare, ma sembra abbastanza chiaro che siano tutti deceduti per aver inalato gas. Gli investigatori, che hanno descritto la rete di tubazioni costruita da Fernando come “ampia, complessa e ben pianificata”, pensano che l’uomo abbia agito da solo, ma non la possibilità di un patto di omicidio-suicidio con la moglie. Solo ora, quindi, i vicini hanno capito cosa stesse facendo Fernando durante i fine settimana, quando lo vedevano lavorare in continuazione sul tetto e dentro casa provocando rumori di ogni genere: la realizzazione di un sistema elaborato per pompare gas nelle stanze dell’abitazione.

Fonte: Il Messaggero

Commenta per primo