Il trucco della ‘forchetta’, ecco come rubano i soldi tramite i prelievi bancomat

Due pregiudicati rumeni arrestati in flagranza dalla polizia. per tentato furto aggravato, I due sono «cash trappers» che nell’ultimo mese  avevano monetizzato più di 10.000 euro. A Torino sono state oltre quindici le denunce presentate alla Polizia Postale da direttori di filiali di Poste e privati cittadini, derubati del proprio denaro a seguito della mancata erogazione del contante richiesto in fase di prelievo.
Immediate le indagini del Compartimento Polizia Postale di Torino, che, a fianco dei tradizionali metodi investigativi attraverso un capillare monitoraggio degli istituti di credito coinvolti, ha attivato un “pedinamento” informatico dei criminali. E’ stato, infatti, avviato un incrocio di dati e immagini fornite dalle filiali oggetto di attacco, grazie anche alla collaborazione di Poste Italiane, che ha consentito agli investigatori di ricostruire le tracce dell’attività criminale.

Il modus operandi era semplice ma efficace. I criminali, prelevato il denaro con una “carta civetta”, inserivano nell’erogatore di banconote una “forchetta”, per trattenere le banconote erogate. Appostati nei pressi dei bancomat, attendevano quindi che il malcapitato effettuasse le procedure di prelievo con la propria carta di credito, formalmente andato a buon fine ma senza erogazione del contante, trattenuto appunto dalla “forchetta” inserita nella bocchetta. Poivelocemente si precipitavano nei pressi dello sportello, una volta che la vittima si fosse allontanata senza aver potuto recuperare il contante richiesto. A quel punto, i criminali aprivano l’erogatore, prelevando il denaro.

Sono stati però fermati dai poliziotti, supportati dagli operatori delle Volanti della locale Questura, proprio mentre erano in attesa di «monetizzare» l’ultimo colpo alla filiale di Poste nella centrale via Nizza. Nel corso della perquisizione personale, gli agenti hanno rinvenuto oltre a strumenti atti allo scasso, anche un’ingente quantità di denaro e alcune carte usate per azionare l’apertura delle bocchette e permettere il successivo inserimento delle “forchette”. Il confronto delle riprese video dei circuiti di sorveglianza e gli ulteriori elementi raccolti dagli investigatori della Polizia Postale, consentiranno di verificare se i due rumeni sono responsabili anche di altri analoghi episodi.

Il fenomeno viene chiamato Cash Trapping 2. Lo sviluppo della tecnica, rilevato per la prima volta nel novembre 2012, prevede: l’introduzione della “forchetta” negli A.T.M. mediante l’utilizzo di una prima carta per generare l’apertura dello shutter (così come nella versione “base”); l’impiego di una seconda carta (verosimilmente “clonata”) con cui effettuare un prelievo per il massimo della disponibilità giornaliera. In questa versione evoluta del Cash Trapping i criminali non permettono che all’atto dell’impiego della seconda carta questa venga ritirata dall’A.T.M., ma la trattengono, impedendo che  il  distributore la catturi.  Trascorsi 30 secondi, l’A.T.M.  entra in “autoprotezione” generando un allarme per malfunzionamento che inibisce  il perfezionamento dell’operazione. Determinandosi l’annullamento dell’operazione e il conseguente mancato addebito della carta (in quanto l’operazione non si è conclusa con la registrazione contabile), i criminali rimangono in possesso del documento elettronico, peraltro immediatamente riutilizzabile (anche se presso un altro sportello, poiché  quello appena attaccato rimane fuori servizio). Gli A.T.M., una  volta  “abortita” l’operazione,  sono  programmati per recuperare i soldi, che comunque vengono approntati all’atto della richiesta, in un apposito cassetto di “recupero”. E’ in questa fase che la “forchetta”, preventivamente installata dai criminali, cattura il contante. La sottrazione del denaro avviene, come nella versione basica del Cash Trapping, forzando la finestra della  bocchetta erogatrice.

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