Virginia, morta sull’asse mediano. Figlia unica, studiava al Suor Orsola

La danza e la psicologia le sue passioni. Aveva ancora il viso di una ragazzina Virginia Musto. E come tutte le ragazzine della sua età amava divertirsi. Era piena di gioia, di vita che trasmetteva agli altri, a chi le stava vicino. Il suo sogno era quello di diventare psicologa e per questo si era iscritta alla facoltà di Psicologia dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dopo aver frequentato con profitto il liceo classico «Domenico Cirillo» di Aversa. Un dolore estremo, enorme, per i suoi genitori. Virginia, infatti, era figlia unica e lascerà in quella casa di via Presidio, in pieno centro storico di Aversa, un vuoto incolmabile.

Papà Paolo e mamma Annamaria non hanno più lacrime da versare per quella che era il loro vanto, una figlia bella e brava alla quale la vita avrebbe dovuto riservare ben altre sorprese, ben diverse soddisfazioni. Il suo destino crudele, la sua fine, la sua morte assurda, come lo sono tutte le morti di giovanissime, ha coinvolto con lei anche la sua migliore amica, Marika A., di poco più grande di Virginia, che abita nella stessa strada, che era sempre con lei. Marika A., infatti, era alla guida di quella maledetta Daewoo Matiz che, per motivi ancora tutti da accertare, la notte scorsa è sbandata effettuando una carambola mentre stavano tornando a casa dopo aver trascorso una serata insieme in discoteca.

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